C’era una volta il parco dell’Eur…

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Oggi sono qui per parlarvi di uno dei parco giochi più antichi d’Italia che è stato uno dei più grandi in Europa. Il Luneur nasce a Roma nel 1953 ed è stato da subito una meta di divertimento per le famiglie e per i giovani. Il suo nome viene dato dai cittadini dell’Eur. Prima era solo un ampio prato e la sua realizzazione è avvenuta grazie ai sacrifici di persone che hanno creduto in quel progetto e lo hanno realizzato. Il parco aveva una estensione di circa 68.000 metri quadri, dei quali più di 50.000 erano destinati alle attrazioni.
Il 20 aprile 2008 il parco ha chiuso i cancelli; le cause della sua chiusura, sui giornali,sono state attribuite a cause diverse come la poca sicurezza delle giostre, i pochi guadagni oppure i pochi finanziamenti della società. Oggi, a  63 anni dall’apertura, il parco si ritrova ad essere sommerso dalla vegetazione, dalla spazzatura portata dal vento, dai ferri arrugginiti e dai tetti delle giostre che cadono a pezzi. Il brutto periodo per il Luneur è iniziato0 verso il 2007, quando il nuovo proprietario, l’EUR S.P.A., ha deciso di far pagare il biglietto all’ingresso del parco, invece che quello delle singole giostre come nei decenni passati; di lì in poi c’è stato un declino progressivo che ha portato alla chiusura della struttura.
Avevo 6-7 anni quando per la prima volta entrai in un vero parco giochi, il Luneur appunto;me lo ricordo ancora adesso: il profumo dello zucchero filato, le urla che provenivano dalla casa degli orrori, le coppiette che si baciavano sopra la ruota panoramica, le persone che uscivano bagnate dal tronco d’acqua, il trenino Nessie e i bambini che sbattevano e correvano nella casa degli specchi anche se all’entrata c’era un cartellone grande con scritto “vietato correre”.
La mia giostra preferita era il treno delle miniere. Era l’unica giostra dove riuscivo a stare per tutto il giorno, anche se i personaggi o gli animali che si trovavano all’interno li avevo già visti un milione di volte.
Sono anche salita sulla famosa ruota panoramica, mi ricordo che avevo così tanta paura di cadere che aprivo un occhio per volta e quando la ruota si bloccava ed io ero nel punto più alto iniziai a piangere; mio padre mi aveva detto che si era bloccata e che dovevamo rimanere per un po’ sospesi in quel modo. È stata l’esperienza più brutta della mia vita, in conseguenza della quale mi sono venute le vertigini; però il panorama che si vedeva da là sopra era unico.
Io purtroppo questo posto magico me lo sono goduto pochissimo rispetto a mio padre, che ogni volta che apriamo questo argomento mi racconta delle sue giornate passate al Luneur con il suo gruppo di amici.
Ho deciso di scrivere questo articolo per far capire quanto è stato importante per me quel posto e quanto vorrei che lo riaprissero, ma soprattutto quanto vorrei godermi quelle giostre, che tanto amavo, adesso che sono ormai grande.

Aurora Checola

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