24 fotogrammi – Gli Oscar 2020 e la sconfitta del cinema americano

‘Parasite’ fa la storia in quel di Los Angeles, diventando il primo film non in lingua inglese a vincere la categoria Miglior film.

Il capolavoro sudcoreano conquista anche altre 3 importanti statuette: Miglior regia, Miglior sceneggiatura originale e Miglior film straniero. Tutte vinte dal cineasta Bong Joon-Hon, che sul palco ha ringraziato Martin Scorsese, sua grande fonte di ispirazione nel cinema. Quella di Parasite è una vittoria che umilia il cinema americano, ma che apre le porte a nuove sfaccettature della settima arte. Questa vittoria è paragonabile a quella di Quentin Tarantino con ‘Pulp Fiction’ . 

Entrambe le opere si presentavano agli Oscar reduci dall’aver vinto la Palma d’oro a Cannes e di aver completamente stravolto le regole del cinema nelle rispettive annate.

Nelle categorie degli attori le vittorie erano molto prevedibili: Joaquin Phoenix dopo aver vinto ogni sorta di premio per la sua immensa interpretazione di Joker, ha strappato anche la prestigiosa statuetta, facendo anche lui la storia, perché è il secondo attore a vincere un Oscar per un personaggio già premiato dall’Academy e già interpretato da un altro attore. La prima volta infatti accadde a Robert De Niro, quando vinse l’Oscar per la sua interpretazione di Don Vito Corleone nel ‘Padrino 2’ , già interpretato da Marlon Brando nel precedente capitolo della saga e vincitore anch’esso dell’ambita statuetta per la sua grande interpretazione del medesimo personaggio. Nel caso del Joker l’altro attore ad avere vinto l’Oscar per l’interpretazione del Villain Dc fu il compianto Heath Ledger nel 2008. 

Brad Pitt ha ottenuto il suo meritatissimo Oscar come miglior attore non protagonista per la toccante interpretazione di Cliff Booth in ‘C’era una volta a Hollywood’ . Renée Zellweger e Laura Dern trionfano nelle corrispettive categorie femminili: la Zellweger per la sua interpretazione in Judy, mentre Laura Dern per il suo spietato avvocato in  ‘Marriage Story’ . Il resto dei premi è stato suddiviso tra gli altri film in gara. Taika Waititi si è aggiudicato grazie alla sua scrittura irriverente l’Oscar alla Miglior sceneggiatura non originale per il suo ‘Jojo Rabbit’ , C’era una volta a Hollywood’, oltre alla vittoria di Pitt, ha ottenuto la statuetta per la miglior scenografia. ‘1917’ , film inizialmente etichettato come vincitore indiscusso di questa premiazione, ha ottenuto “solo” l’Oscar alla fotografia, al sonoro e agli effetti speciali. ‘Le mans 66’ , adrenalinico film sulla grande rivalità tra Ford e Ferrari avvenuta negli anni Sessanta, conquista le statuette relative al montaggio visivo e sonoro.

Oltre ai grandi vincitori, ci sono stati grandi sconfitti, come l’imponente ‘The Irishman’ di Martin Scorsese , che con 10 nomination, non è riuscito a portare a casa neanche una statuetta.

La Disney Pixar si conferma la Juventus della categoria miglior film d’animazione, grazie alla vittoria del nostalgico ‘Toy Story 4’ .

Oltre alle premiazioni, degne di nota sono state le esibizioni di Eminem con Lose yourself (canzone con cui vinse l’Oscar nel 2003), quella di Billie Eilish in cui ha cantato Yesterday dei Beatles per il consueto memoriam e il curioso siparietto tra James Corden e Rebel Wilson, Chris sono presentati sul palco vestiti come dei gatti per ironizzare sugli effetti visivi del deludente ‘Cats’.

Anche quest’anno la serata non ha avuto un conduttore e dopo il  grande “lavoro” svolto da Ricky Gervais ai Golden Globes, questa mancanza si è fatta altamente sentire.

Anche quest’anno l’Italia non é stata rappresentata in nessuna categoria, soprattutto in quella miglior film internazionale. L’ANICA aveva proposto ‘Il Traditore’ di Marco Bellocchio e anche se la bellezza del film non è messa in discussione, quest’opera non era adatta a questa edizione degli Oscar. ‘Parasite’ è un film innovativo, mentre la pellicola italiana sopracitata, è volgarmente definita il solito film sulla mafia che tentiamo di esportare all’estero. Forse un’opera particolare e anacronistica come ‘Il primo re’ di Matteo Rovere avrebbe potuto guadagnarsi la tanto agognata nomination. 

È stata un’edizione molto chiacchierata, anche per il fatto che tra i registi nominati non ci fosse neanche una donna, ma nonostante questa grave mancanza, si è dimostrata una premiazione ricca di  emozioni, sorprese e folgoranti novità.

Riccardo Mariani

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