Una classe Hi-Tech

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Varcata la soglia dell’aula, ci accorgiamo di essere in una classe diversa dalle altre. Tecnologicamente diversa.

Il progetto classe 2.0 stravolge completamente i più classici canali di istruzione, passando dai famosi libri, dai quaderni e dalle penne, alla tecnologia più sofisticata. In questa stanza tutto è cambiato, non abbiamo più dei banchi e una cattedra, ma una vera postazione di lavoro per il docente, con tanto di laptop; i ragazzi invece siedono su banchetti monoposto con poggia libro o, in questo caso, poggia tablet integrato.

Gli alunni hanno una dotazione di laptop convertibili, ovvero dispositivi con la potenza di un notebook ma con tutte le features di un tablet, grazie all’utilizzo di tastiere che possono essere comodamente separate dall’apparato e all’ottimo e intuitivo uso del touch screen, dovuto all’ultimo sistema operativo di casa Microsoft (Windows 8.1).

Abbiamo fatto delle domande al docente responsabile di questo progetto, il prof. Mario Cifariello, che così risponde:

1. Perchè è stato scelto di utilizzare dei convertibili con sistema operativo Windows 8.1 anziché altri sistemi gratuiti come ad esempio Android?

È stato scelto Windows, perché offre un utilizzo ottimale dei vari programmi del settore professionale, come ad esempio la suite Open Office per la produzione di testi, grafici e fogli di calcolo, e di programmi con cui possiamo imprimere dei concetti e renderli visivamente più comprensibili, come con Prezy, software per la creazione di mappe mentali.

2. Come avviene la distribuzione del materiale didattico, dato che ormai le obsolete fotocopie sono fuori moda?

Viene fatto uso del Cloud, e come piattaforma è stata scelta quella di Dropbox, una cartella online dove gli studenti possono trovare già dall’inizio dell’anno tutto il materiale a loro disposizione. In aggiunta ogni docente ha creato un proprio blog attraverso Blogger (servizio fornito da Google), in cui gli alunni potranno trovare ulteriori approfondimenti.

3. Cosa succede se uno studente si trova in difficoltà nell’interfacciarsi con questi strumenti?

Per ovviare a queste problematiche presto verrà inaugurato una sorta di IRC (Internet Relay Chat) chiamato iTalk, che metterà in comunicazione in tempo reale gli studenti i docenti e un aiutante-tecnico per qualsiasi tipo di problematica.

4. Cosa succederebbe se uno studente della classe 2.0 non superasse l’anno scolastico? Dovrebbe per una terza volta stravolgere il concetto di studio?

È una domanda che ci siamo posti, e speriamo di ampliare il progetto 2.0 creando una seconda classe e poi svilupparne quante più possibili in futuro.

Ci troviamo nell’era così detta “digitale”, dove le tecnologie digitali sono il nostro pane quotidiano, con UI (interfacce utenti) sempre più semplici e intuitive, ma ancora oggi, nonostante la banalità dell’utilizzo della tecnologia, esistono ancora nativi digitali incapaci di comprenderne il funzionamento.

Arriveremo a un futuro in cui utilizzare la tecnologia sarà una sciocchezza e noi saremo sempre più incapaci di utilizzare la logica?
Andrea B.

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