Cosa c’è dietro un tratto di matita

IMG-20151201-WA0006“L’architettura è un fatto d’arte, un fenomeno che suscita emozione, al di fuori dei problemi di costruzione, al di là di essi. La Costruzione è per tener su: l’Architettura è per commuovere.”

Questo è quello che diceva Le Corbusier, noto architetto svizzero.
Appena si ha davanti un progetto, la maggior parte delle persone vede solo delle linee che formano un disegno, ma dietro a quel tratto di grafite c’è molto di più. Quando un architetto si trova a dover progettare un’edificio, la prima cosa che fa é chiedere al committente (la persona che vuole costruire) se ha delle esigenze. Il sogno di ogni architetto è quello di poter fare ciò che vuole con un budget infinito; naturalmente ciò non accade mai, e quindi si trova a dover soddisfare il committente tra mediazioni ideative e limiti di budget.

E non è affatto facile, soddisfare il committente, anche perché i fattori che influiscono nella fase progettuale (fase in cui l’architetto progetta l’edificio) sono molti: la forma da dare all’edificio, la scelta dei materiali, il contesto in cui ci si trova e soprattutto il rapporto con la natura. Esatto, proprio la natura.

La maggior parte delle correnti architettoniche è basata sul rapporto con la natura, infatti molti dei piu grandi architetti mettono proprio la natura al centro del progetto fino a farla diventare parte integrante di ciò che creano. Al giorno d’oggi questo sta diventando sempre più difficile e per questo si stanno cercando nuove tecnologie da poter utilizzare e nuovi sistemi di progettazione.
Una zona verde, un giardino, possono dare più importanza a un progetto per il semplice fatto che una zona aperta permette uno stile di vita più salutare, trasmette tranquillità e armonia. Un buon architetto cura molto l’aspetto esterno, la scelta del verde, lo studio di una zona aperta sfruttabile in qualsiasi momento.

Un altro grande problema é che l’uomo vuole  tutte le comodità in poco spazio; più di un bagno, una cucina spaziosa, un grande salone. Questo mette in grande difficoltà l’architetto, che quindi deve studiare il miglior sistema progettuale. Dopo aver risolto tutti questi problemi, dopo aver trovato la migliore funzionalità per l’edificio, manca solo l’estetica, perché si sa che anche se un’edificio ha la migliore funzionalità, se lo studio estetico non è elaborato con precisione, il progetto viene bocciato immediatamente.

Questo a grandi linee è quello che c’è dietro a un tratto di matita su un foglio bianco.

Daniele Mazzoni

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