Divorzio all’italiana

Fino a un secolo fa il matrimonio e soprattutto la famiglia venivano considerati essenziali. Le separazioni o i divorzi apparivano come un abominio, tant’è che era difficile, se non impossibile, ottenerli. Il primo gennaio 1809 entrò in vigore il Codice Napoleonico: era un codice civile che, tra le altre cose, consentiva il divorzio. Nel 1878 venne presentata per la prima volta nel Parlamento italiano una proposta per l’istituzione del divorzio, ma dovettero passare 92 anni prima che venisse definitivamente introdotto nel nostro ordinamento giuridico.

Ora gli italiani si sposano sempre meno e preferiscono sempre più le unioni di fatto. Le coppie che convivono sono oltre un milione, mentre nel 2015 sono stati celebrati circa cinquemila matrimoni in meno rispetto all’anno precedente. Si pensa che ciò sia causato dalla costante diminuzione delle nascite in Italia, che prosegue dalla fine degli anni ‘70.

La fascia d’età in cui viene chiesto più spesso il divorzio è tra i 45 e i 48 anni, per la separazione tra i 44 e i 47 anni; in media dopo 16 anni di matrimonio. Sciogliendo una famiglia si possono creare delle situazioni negative per i figli, quindi le sentenze emesse dai tribunali spesso prevedono che “anche in caso di separazione personale dei genitori, il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato con ciascuno di essi”. Spesso ciò non viene rispettato.

Le cause più frequenti di sofferenza dei figli per la separazione sono: la conflittualità tra i genitori, l’uso dei figli nella contesa, le crisi dei precedenti legami affettivi, il complesso rapporto da creare con nuovi genitori o fratellastri e la difficile relazione educativa. È anche capitato che degli adolescenti e persino dei bambini si trovassero a soffrire a tal punto da suicidarsi.

Uno di questi era Filippo, che nel novembre del 2012 decise di impiccarsi con una sciarpa. Fu una morte che sconvolse molti. A confermare il reale motivo del suo gesto è bastata una frase detta dai nonni del bambino: “Non aveva mai veramente accettato la separazione dei genitori. Ha sofferto tanto e non ha mai superato il dolore. Era l’unica ombra nel cuore di Filippo”.

Oltre al suicidio avvengono purtroppo anche casi di figlicidio, l’uccisione di un figlio da parte di uno dei genitori, dovuta alla sindrome di Medea, un personaggio del mito greco. La leggenda narra di una moglie che, abbandonata dal marito dopo 10 anni di matrimonio, decise di uccidere i propri figli come vendetta per l’abbandono. Una delle cose che i genitori dovrebbero fare per porre fine a queste situazioni, sarebbe mettere in primo piano il benessere dei figli e non il proprio.

Lorenza Bonaccorso

1 commento

  1. Daniela dice: Rispondi

    Complimenti per l’articolo !! Tutti i genitori separati e non, dovrebbero leggere questo articolo e riflettere un po’.

Lascia un commento