Guida galattica per universitari #7 – Esami (un’altra volta)

ephesus-629812_1920“Beh aspetta con lui ci fu un esame fantastico.
Era il 2009 credo ed ero solo al terzo tentativo. Stavolta avevo studiato, ero pronto.
Io e una mia ex che avrebbe meritato tutti i 29 (voti) che prese durante la triennale, arrivammo con 20 minuti d’anticipo in aula; per lei era la prima volta, era emozionatissima come quasi tutti lì dentro. Storia dell’architettura è un esame tranquillo, perfetto come battesimo universitario, l’aula era piena di matricole che ripassavano fotocopie su fotocopie, ignare che ogni cosa leggessero da lì all’orale sarebbe finita in chissà quale inutile anfratto del cervello, inaccessibile se non inutilmente dopo l’esame. Ormai quello che avevi studiato avevi studiato.
Comunque, aspettavamo che arrivassero il prof. e il suo assistente. Che facessero ritardo era scontato infatti dopo 35 minuti arrivò l’assistente che si sedette, posò le sue cose, accennò un “fate silenzio” ignorato non solo da noi ma anche dalle centinaia di prossimi esaminandi che in futuro avrebbero ricalcato le nostre orme, e cominciò a guardarci col solito sguardo da “con me sono 3 voti in meno fissi”.
Passò un’ora e del prof. nemmeno l’ombra. Passarono 2 ore e ancora niente. L’assistente ci fissava ancora, ma anche lui, scoccate le 11, si accorse che qualcosa non andava. Andò in segreteria a chiedere aiuto, nell’aula cominciarono a nascere teorie cospiratorie sulla sparizione del professore, secondo alcuni assente a causa di ufo, scie chimiche, o alcune colonne fissate male nel museo d’architettura greca che dirigeva…”
“Si però scusa un attimo perché sono di fretta, ma…”
“Si si si aspetta aspetta, a quel punto la faccenda si fece interessante. Torno l’assistente con mezza segreteria. Il prof. era sparito e l’esame per il momento era sospeso. In realtà nessuno in aula esultò o impazzi dalla gioia; non so perché ma il vizio di esultare per l’assenza di un prof. rimane alle superiori insieme alla cotterella per la tizia 3 anni più grande di te e al vizio per le droghe leggere. All’uni quelle non bastano più. Divagazioni nostalgiche a parte, il prof. non rispondeva al telefono e non aveva avvisato nessuno di un qualche ritardo, ma a quanto pare alcuni studenti l’avevano visto aggirarsi quella mattina intorno all’università, così ci dividemmo in due squadre: una capitanata dall’assistente, composta da tutti gli studenti “barba da hipster appena tornato da una vacanza in Islanda” e l’altra capitanata dalla segretaria acida composta dagli studenti senza barba. Le ragazze senza barba sarebbero state divise a metà fra le due squadre. Subito ci si accorse che la squadra dei sbarbati era composta da sole donne mentre tutti i maschi, e anche qualche ragazza, erano nella squadra barbuta. I modi per risolvere la cosa erano comprare tanti rasoi o cambiare il criterio di divisione delle squadre. Si optò prima per occhiali e senza occhiali e poi per Mac da una parte e pc dall’altra, ma il problema non fu risolto lo stesso. Alla fine ci sparpagliammo tutti casualmente…”
“Scusa, in realtà volevo solo sapere se…”
“…poi cominciarono le ricerche e giuro che cercammo in ogni posto dentro e attorno all’uni: le aule, la mensa, la segreteria, l’aula professori, le aule studio e perfino nella vicina facoltà di psicologia, ma da lì uscimmo senza aver trovato il prof. e molto più depressi di prima.
Ormai era pomeriggio. Qualcuno cominciò a tornare a casa mentre altri, me compreso, proseguimmo le ricerche non prima di esserci rifocillati al più vicino ristorante gluten-free, ma ancora niente fino a sera. L’esame era saltato ma rimaneva la voglia di scoprire il mistero e quindi la mattina dopo…”
“Ok aspetta un attimo fermo..”
“No ora arriva la parte in cui arrivò Tv2000 a intervistarci…”
“NO NO NO fermati un attimo. Io ti ho chiesto solo che domande fa e come si comporta il prof. O. T. all’esame. Tutto qua. Non la storia della tua vita”
“Ah si?”
“Già…”
“Beh lui è tranquillo. Assistente bastardo come sempre. Domanda a piacere, qualcosa sul rinascimento e porti a casa un 28”
“Oh sia lodato il signore…”

Regola #157. Mai chiedere a un aspirante architetto fuoricorso informazioni circa la difficoltà di un esame. Ve ne pentirete, qua dentro hanno tutti una passione per la narrativa.

“Ehi scusa aspetta un attimo”
“Dimmi. Ti serve sapere qualcos’altro? Ci fu quell’esame di tecnica in cui uno studente prese in ostaggio l’intera aula. Una storia fantastica”
“No, magari un’altra volta. Ma poi il prof. poi che fine aveva fatto?”
“Ah giusto. Lo ritrovarono dopo due giorni in stato catatonico nel suo museo qui affianco alla facoltà. Fissava un capitello composito d’età ellenistica.”

Alessandro Perrone

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