Guida galattica per Universitari #14 – Vi presento Claudia

-Aspetta qua un attimo. Dico due parole e poi ti do parola e penna
-Pistola e distintivo
-Eh?
-Niente
-Aspetta qua
-Poi avrei un paio di domande

-Buongiorno a tutti (o Buonasera o Buon Pomeriggio, dipende dall’ora che segna il vostro orologio mentre leggete queste parole). Qui è Alessandro Perrone che vi parla, l’autore della rubrica di cui questo è il xxx episodio. Il mio primo anno ad architettura è andato bene, mi sono divertito a raccontarvi le mie mie disavventure e spero che voi vi siate divertiti a leggerle. Avrei voluto raccontare e scrivere di più, ma il tempo è poco, soprattutto durante le sessioni d’esame, senza contare le consegne settimanali che non aiutano per niente.
Devo ammettere però che negli ultimi mesi ho colpevolmente trascurato la scrittura, o meglio la parte pratica della scrittura. In realtà ho riflettuto molto. Vale la pena continuare saltuariamente a scrivere gli episodi della Guida? Meritano i miei lettori la mia colpevole discontinuità? E se di colpo per un periodo non succedesse nulla cosa racconterei? Questi pensieri negli ultimi mesi hanno impegnato la mia mente e oggi credo di aver raggiunto una soluzione.
Passo il testimone. Lascio penna e parola a chi meglio di me, e con più costanza, potrà raccontare con occhi e orecchie fresche il mondo universitario italiano e non solo. Vi presento Claudia (non scrivo il cognome altrimenti so che la andate a cercare su facebook), una mia cara amica studentessa di Narratologia.
-Ciao a tutti è un piacere conoscervi. Ale posso farti una domanda…
-Claudia continuerà il mio lavoro con risultati spero ancora migliori. Ti auguro buon viaggio e buona scrittura. Noi ci si vede appena mi laureo.
-No, aspetta un attimo
-Dimmi, ma fai veloce che ho i venti minuti che mi scadono in biblioteca
-Sono un attimo confusa…Quelli che leggono la rubrica, ammesso che tali persone esistano, sanno che in realtà non studi architettura? O almeno tu mi hai detto che sei a…
– Bene, basta così. Certo che studio architettura e certo che tu studi beni culturali
-Sì, ma io studio veramente beni culturali
-Devo andare
-Quindi devo inventarmi delle storie sull’uni
-Non chiamarla uni. Ricordati che stai scrivendo
-Giusto
-Ti divertirai
-….
-….
-Avrei un’altra domanda
-Poi basta, questo passaggio inizia a diventare traumatico
-Chi sta scrivendo questo dialogo?
-Io, cioè tu, Alessandro. Credo. Volevo fare una cosa metanarrativa. La storia di una narrazione. Il meccanismo che muove le dita di chi scrive visto dalle dita di chi scrive. E le stesse dita sono coscienti di raccontare la storia del meccanismo che permettere loro di raccontare quegli ingranaggi.
-Uh
-Donald Barthelme, John Barth
-Sì, ma così sembra che io non esito.
-…Esisti
-No, mi stai inventando
-Certo che esisti. Sei alta 1.74, hai i capelli lunghi fino alle spalle, neri, che si finiscono in una leggere forma uncinata che quasi si chiude sfiorando il collo. Gli occhi marrone chiaro. Ti piace lo shoegaze.
-Vedi che ho ragione
-Questa cosa mi sta sfuggendo di mano
-Ma la tua mano non sta scrivendo
-Porca miseria. Senti, facciamo così ti lascio qua la penna. Da ora in poi fai tutto te. Vado.
-…
-…
-…Aspetta, ma è scarica!

Alessandro è un ragazzo che vive e studia Lettere a Roma, che non si fa scrupolo a descrivesi in terza persona. Appassionato di musica in quasi tutte le sue forme, ma con una leggera predilezione per i freddi suoni dell’elettronica.

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