” Immaginate una notte a Pietroburgo…”

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“Alberti 15×15”. Così si chiama il progetto di laboratorio teatrale che anche quest’anno è stato portato avanti nel nostro istituto, l’IIS Leon Battista Alberti di Roma. Si chiama così perché sono ben 15 anni che esiste questo laboratorio. E ogni anno, mette in scena una rappresentazione teatrale.

Quest’anno, poi,  lo spettacolo, che si è svolto al Teatro Vascello di Roma, si è addirittura raddoppiato: nella prima parte, il concerto del soprano E. Karpova, accompagnata dal pianista A. Rubinov; nella seconda parte, la rappresentazione “Immaginate una notte a Pietroburgo…”, con studenti, ex studenti e professori della nostra scuola.

“Immaginate una notte a Pietroburgo…”, tratto da “L’idiota’ di Dostoevskij, è la storia di un viaggio “da un treno a una stanza buia, dove le domande e le risposte dei protagonisti si consumano nel silenzio di una notte.”

Il cast vede Alessia De Bartoli e Luca Gabos alla regia, G. Proietti assistente alla regia, la DG Carolina Guardiani e il prof. Massimo Maselli per la direzione artistica, Tatiana Chuprina alle coreografie.
Alla realizzazione dei costumi indossati dai ballerini hanno partecipato le famiglie degli studenti, mentre tutti gli altri costumi sono stati gentilmente prestati dalle stiliste Diana Barbur e Annamode Costumes.

Il sipario si apre: buio. Una luce fioca illumina un angolo del palcoscenico. Il narratore inizia a raccontare: dopo aver passato quattro anni in una clinica svizzera, dov’è stato curato da una malattia simile all’epilessia, il principe Myškin torna in Russia. image

Ora il palco si illumina e si scorgono due uomini: sono il principe Myškin (Luca Gabos) e Rogožin (Dalmazio El Subbagh), un ragazzo spavaldo e passionale. Scena dopo scena conosciamo anche gli altri personaggi: Nastas’ja Filíppovna (Virginia Pollini), Aglaja Epancina (Alina Taran), il generale Epančin (prof. Giuseppe Pellirone) e altri ancora.

Tra una vicenda e l’altra della loro storia, tra gelosie, tradimenti e indecisioni, lo spettacolo si dipana contornato da musiche e danze interpretate da quattro coppie di studenti, eleganti e precisi nei loro passi ispirati ai balli di quell’epoca.

La scenografia è curata ed essenziale, un divano, un tavolino, un pianoforte suonato più volte magistralmente da A. Rubinov e da S. Pierini, e due poltrone, che formeranno il treno della prima scena e il letto dell’ultima.
L’atmosfera è avvolgente e i personaggi vivono la loro storia con emozione e purezza.
Non serve immaginare, lo spettacolo ci ha già portatò là, una notte, a Pietroburgo.

Chiara Ceppari

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