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Lo scorso marzo, in seguito alla fine del Congresso delle famiglie, si è tenuta a Verona la marcia per la famiglia, promossa dal World Congress of Family (abbreviato in WCF). Sfortunatamente, però, è andata nella direzione sbagliata.

La negazione dei diritti delle donne, degli omosessuali e trans non fa che farci tornare al Medioevo. Per questo, sabato 30 marzo, si è svolto anche il  corteo di contromanifestazione organizzato da Non Una Di Meno, un movimento italiano che riunisce diverse realtà femminili con l’obiettivo di riaffermare consapevolezza soprattutto grazie ai giovani. Tra i partecipanti più noti: Vladimir Luxuria, Monica Cirinnà, Laura Boldrini accompagnate da famiglie arcobaleno, arcigay, i verdi, insieme a migliaia di persone, che hanno marciato per Verona con l’unica missione di far sentire la loro voce.

Il Congresso delle famiglie ha visto non solo la presenza di esponenti del governo italiano, ma anche di governi esteri: il WCF è nato con la premessa di affermare, celebrare e difendere ‘la famiglia naturale’, concepita come ‘il solo e unico fondamento della società’, sottolineando il fatto che, secondo loro, tutte le altre famiglie siano contro natura.

Non si sta più manifestando dunque per i propri diritti, ma per la negazione dei diritti di qualcun altro, perché se decreti che il tuo modo di vivere sia l’unico possibile, significa che stai ledendo la libertà altrui. Questa manifestazione infatti nasce soprattutto per volontà di movimenti come quello ‘Pro-Life’, quindi movimenti anti-abortisti, ultra conservatori di estrema destra.

Uno dei temi più discussi è stato quello sulla salute e la dignità delle donne, come se queste ultime non fossero in grado di gestire da sole il proprio corpo.
Al Congresso non sono mancati gadget mostruosi con l’obiettivo di ‘sensibilizzare’ le persone. Per questo, infatti, è scattata la polemica in merito alla distribuzione dei gadget a forma di feto da parte dello stand dell’associazione ‘Pro Vita’.
Lo slogan era: “L’aborto ferma un cuore che batte”.

Comunque, qualsiasi sia il vostro schieramento politico, è un evento da non sottovalutare. Il Vice Premier Luigi Di Maio si è espresso prendendo una posizione precisa, affermando: “Al congresso di Verona non ci andrà nessuno del Movimento Cinque Stelle. È un congresso lontano anni luce dal Movimento che ci vede divisi dalla Lega. Non andiamo a festeggiare il Medioevo a Verona come purtroppo fa una parte di questo Governo”.

Tutti insieme, quindi, proviamo a fare uno sforzo per capire che non possiamo permettere l’avanzata dell’intolleranza,  perché non si tratta più di opinioni diverse, bensì di negazione di diritti per le donne, per gli omosessuali, i transessuali e non solo.
È una cosa diversa.
La negazione dei diritti non è un’opinione.

Martina Carlucci

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