La domenica creativa: “Risonanze climatiche”

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Sapeva che lui la stava guardando. Si sentiva i suoi occhi addosso. Ma si ostinava a non ricambiare lo sguardo. Guardava fuori, invece. Guardava la pioggia, che veniva giù a ritmo cadenzato e costante. Scivolava via come sperava potesse scivolare via la sua rabbia nei confronti di lui. La sentiva ribollire dentro, invece, quella rabbia, e bruciava come lava. Faceva male. La pioggia cadeva ora velocemente.

I ricordi le corrodevano la testa. La stavano portando in uno stato di trans. Vedeva solo quelli, il resto era sparito. Tutti i momenti passati insieme si fecero sentire in un’esplosione d’emozioni.
Lui continuava a guardarla, sembrava non capire. Probabilmente non capiva. Doveva vederla come fosse vuota, priva di emozioni. Forse, era così. I ricordi svuotano.

Arrivò il vento e cominciò a spazzare via le nuvole. Lei distolse lo sguardo dalla finestra. Si girò e i loro occhi s’incontrarono. Fu un attimo. E in quel l’attimo, il sole brillò alto nel cielo.

Ma il vento continuava a soffiare, e come erano andate vie, le nuvole tornarono veloci, più fitte e nere di prima. Si iniziò a udire il rombo dei tuoni. E i fulmini squarciarono il cielo.
Stava arrivando un temporale. Uno di quelli che fanno paura. Quasi quanto la rabbia.

Chiara Ceppari

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