L’assordante silenzio della memoria

3“Questo è l’ingresso dell’inferno e noi eravamo i dannati! Adesso voi lo vedrete come un inferno vuoto, ma per noi i demoni ci sono ancora”

Sono queste le parole che ha usato Piero Terracina alle porte di Auschwitz 2 Birkenau, meglio noto come “Luogo della Morte”.

“Noi sapevamo che nessuno sarebbe uscito vivo da qui” continua così Terracina e la sua voce trema anche solo nel ricordare ciò che ha passato in quel campo.
Noi tutti in silenzio assoluto ascoltiamo il racconto di quell’uomo, affascinati dalla forza e dal coraggio che mostra, pur nell’evidente sofferenza.

Questo viaggio, che rappresenta la più grande delegazione studentesca italiana in settant’anni dalla liberazione del nazifascismo, 445 studenti di 150 scuole differenti, è stata un’esperienza importantissima. Organizzato grazie al presidente Zingaretti e ai suoi collaboratori della Regione Lazio, ha visto la partecipazione di quattro superstiti dei campi di concentramento: Samuel Modiano, le sorelle Liliana e Alessandra Bucci e Piero Terracina.
Molto importante è stata anche la presenza di Marika Kaufmann, moglie di Shlomo Venezia, un altro sopravvissuto al Campo, purtroppo deceduto recentemente. Anche lei ha riportato la testimonianza del marito riguardo agli orrori nazifascisti.

La nostra, come molte altre scuole, ha partecipato con due studenti del quarto anno, accompagnati dalla professoressa Francesca Coppeta.

Il viaggio è stato suddiviso in tre giornate. Il primo giorno abbiamo visitato alcuni luoghi fondamentali di Cracovia, come la piazza delle Sedie, le sinagoghe e quel che rimane del ghetto ebraico, per osservare la trasformazione della città e capire i metodi usati dalle SS per le deportazioni verso i campi o di lavoro o di messa a morte.
La sera stessa ci siamo riuniti e abbiamo ascoltato le prime testimonianze dei sopravvissuti sulla deportazione, continuate nei campi il giorno seguente.

Il secondo giorno, infatti, abbiamo visitato per intero Auschwitz 2 Birkenau, luogo di sofferenza e angoscia, dove i sopravvissuti ci hanno raccontato la vita nei campi, e Auschwitz 1, che ancora oggi colpisce anche solo a visitarlo, e rappresenta la più cruda e intensa testimonianza dello sterminio, con l’esposizione di oggetti appartenuti ai deportati, con foto e documenti dell’epoca, con i Block e la desolazione fredda degli spazi che prima erano veri luoghi di tragedia.

Ritornati dai campi ci siamo riuniti nuovamente, per porre ai sopravvissuti i nostri dubbi, le nostre domande e le nostre perplessità su ciò che era accaduto loro.
L’ultimo giorno è stato incentrato sulla visita della città di Cracovia.1

“Molto spesso mi sono posto questa domanda: perché? Perché io sono sopravvissuto? Poi ho trovato la risposta: per voi ragazzi, per raccontarvi ciò che è stato e per fare in modo che non capiti più! Mai più!” Queste sono le parole di Modiano, fortemente emozionato nel ripensare a ciò che è stato, perché è fondamentale che una tale atrocità non si ripeta mai più.

Per noi questo viaggio è stato un susseguirsi di fortissime emozioni, suscitate soprattutto dalle testimonianze dei sopravvissuti e dai luoghi dell’orrore che, pur se impensabili, sono esistiti realmente ed erano lì, davanti ai nostri occhi.
In molti sminuiscono e negano ciò che è accaduto, ma il terrore negli occhi di quelle persone non può essere un’invenzione, o un esagerazione, ed è impensabile negare una verità così terrificante. Fondamentale è dunque il ricordo di ciò che è avvenuto e doveroso è istruire i ragazzi per fare in modo che non si ripeta mai più una tragedia simile.

2E’ dunque necessario che anche noi, che abbiamo avuto la fortuna di partecipare a questo viaggio della memoria, riportiamo ai nostri coetanei, e non solo a loro, ciò che abbiamo visto, l’orrore negli occhi dei sopravvissuti, la loro forza, i loro racconti e cosa questo viaggio ha lasciato dentro ognuno di noi.

Le parole usate per descrivere questi luoghi, che sembravano paradossalmente quasi irreali, le storie raccontate, ma mai fino in fondo, l’emozioni di queste persone per qualcosa che per la sua disumanità mai sarebbe dovuta accadere, sicuramente hanno reso questo viaggio uno di quelli che non si cancellerà mai dalla memoria di ognuno di noi.

La memoria mai deve essere sottovalutata, o cancellata. La memoria  deve aiutare a cambiare il futuro e a rendere il mondo, il nostro mondo, un posto un po’ migliore.

Matteo Cacciotti, Lavinia Cianchi

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