London Calling #3

1 gennaio 2016.
Primo giorno di un altro nuovo anno.
Si dice che quello che si fa il primo dell’anno, o meglio la notte tra la fine e il nuovo inizio, fa da previsione per i giorni successivi.
Come ho passato la mezzanotte del 31?
A pensare. A me stessa e ai miei risultati.
Mi sono ritrovata, senza neanche accorgermene, davanti al London Eye a vedere uno spettacolo pirotecnico di fuochi d’artificio.
Sono partita a settembre per Londra. Erano anni che progettavo questa partenza, e in un battibaleno mi sono ritrovata a passare il Capodanno nella capitale londinese.
Non ero completamente sola, ero con altri amici, ma a condividere la gioia dei miei risultati ero sola.

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3,2,1 e il cuore esplode. Dalla ruota panoramica cominciano a partire fuochi d’artificio a ritmo di musica. Il Big Ben suona i rintocchi del nuovo anno. A ogni rintocco le gambe tremano, la bocca sorride.
Gli occhi sorridono.
Esprimono una felicità che le persone accanto a me non possono percepire. Solo io so quanto sono felice della donna che sto diventando.
Sola e contenta. Contenta di condividere tutte queste emozioni con me stessa e sentirmi sempre abbastanza.
Ci sono coppie accanto a me che si baciano e si abbracciano e che non possono fare a meno di dividere la propria felicità per due.
Non posso non pensare alla differenza tra me e le coppie dalle quali sono circondata. Provo felicità nel vederli contenti, ma allo stesso tempo provo compassione per loro. Sono talmente presi dal loro rapporto di coppia da non potersi gustare la felicità tutta per se stessi.
Mi sembra così assurdo e stupido doversi per forza appoggiare a un’altra persona per potersi sentire veramente felici e realizzati.
Mi viene naturale pensare a quanti di loro siano realmente innamorati e a quanti fingano pur di non sentirsi soli.
Questa solitudine che spaventa tutti così tanto.
Non sanno minimamente cosa si perdono! Non sanno cosa si prova a conoscersi davvero e a farsi bastare quel che realmente si è!

3,2,1 e il cuore esplode.
Il Big Ben suona i rintocchi del nuovo anno. A ogni rintocco sento che una parte di me si forma man mano, come se gli ingranaggi di una macchina si stessero finalmente mettendo al loro posto.
Questa macchina che giorno dopo giorno si sta formando e che sta diventando sempre più forte. Indipendente.

1 gennaio 2016.
Primo giorno di un altro nuovo anno.
Come ho passato questa giornata?
A gustarmi un po’ di solitudine!
Uscendo con un’esagerata calma dal piumone dalla fantasia scozzese; passando dal letto al divano accompagnata da una tazza di latte caldo.
Andando in giardino a vedere il cielo grigio, a sentire il vento freddo scorrere sul pigiama di pile; gustando una sigaretta che si consuma troppo in fretta con il vento inglese. E sì, da una settimana ho ripreso a fumare..
Il 2015 l’ho chiuso fin troppo in bellezza, imparando ad apprezzarmi un po di più. Dovevo pur trovare qualche buon proposito per il 2016: smettere di fumare!image

Camilla Arbore

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