London Calling #8

“Quanti anni hai? 19? Io all’età tua andavo ai party tutte le sere ed erano più le volte che tornavo a casa ubriaco che sobrio”
Ora ditemi, di fronte a una domanda del genere io cosa dovrei rispondere?
Spontaneamente ho detto “E sti cazzi”
Scusate il francesismo, ma è ciò che penso realmente e non mi vergogno a dirlo. E intendo proprio che deve essere detto con tutta la parolaccia eh, altrimenti non rende l’idea.
Perché a me non importa veramente nulla che la gente alla mia età preferisca distruggersi piuttosto che vivere e crescere.
Sia chiaro, a me piace uscire, bere o andare a ballare. Insomma… cose che ragazzi della mia età fanno normalmente. Con la piccola differenza che a me piace farle entro dei limiti.
Chissà perché diamine la gente pensa che i limiti siano da sfigati!
Dio santo, io sono stata male seriamente due volte in vita mia per l’alcol; due serate orrende, il giorno dopo a stento ricordavo cosa avessi fatto. Non ho una vita triste e deprimente e non ho bisogno di rifugiarmi nell’alcol per dimenticare. Dimenticare le belle serate passate con gli amici e qualche bicchiere di vino è uno spreco.
Ma il punto non è neanche questo. Ci può stare che uno voglia svagarsi un po’ e non pensare troppo, ma io mi chiedo: perché dovrei farlo tutte le sere? Ma non vi annoiate a fare sempre le stesse cose? Quando vi annoierete anche voi di questa vita, che alternative avrete?
E non si tratta di imporsi dei limiti da soli per non bruciare le tappe. È che proprio a me annoia strafare. Non posso farci nulla, sono così.
La grande Londra non è riuscita a cambiarmi da questo punto di vista. Ieri sera, venerdì, ho passato la serata sul divano a guardare un film, dopo un bel piatto di carbonara.
Oggi che sono riuscita ad alzarmi prima delle due di pomeriggio sono andata al National Science Museum; la scorsa settimana sono arrivata giusto in tempo per farmi chiudere la porta in faccia!
E stasera, perché no, una birretta!
Have a nice weekend everyone!

Camilla Arbore

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