P.S. – Vincent Van Gogh

Caro Vincent,

posso darti del tu? Non mi conosci, sono una persona qualunque in mezzo ad una folla di gente, ma io conosco te. O meglio dire “un po’ mi appartieni”. Parlano tutti di te grazie alla tua arte. Hai creato una magia indescrivibile con i tuoi colori e il tuo stile e guardando le tue opere non si può rimanere indifferenti davanti alla meraviglia che trasmettono osservandole!

Da quando sei morto sono cambiate tantissime cose, l’arte è sempre in continua evoluzione. Chissà se avresti disegnato una notte stellata sul muro di un palazzo!

Al tuo suicidio non ci credo molto. Ti vedo come una persona particolare che non va d’accordo con molti. Avevi le tue idee, come tutti gli artisti vivevi nel tuo mondo e proprio per questo non piacevi a tanti. Credo fossi uno di quelli che la gente guarda male perché “diverso” e così ti sei fatto qualche nemico che per gelosia o per paura ti ha ucciso!

Ti starai chiedendo “Paura di cosa? Di un poveraccio come me?” Sì, paura di un qualcuno che sarebbe potuto diventare una leggenda. Tutti avrebbero parlato di lui e tutto il mondo lo avrebbe ammirato! Paura di quello che sei diventato: la “rappresentazione dell’arte”.

Quando prima dicevo che “un po’ mi appartieni” è perché ogni tuo quadro mi rappresenta, ogni colore o pennellata è un pezzetto della mia personalità. Non chiedermi come sia possibile che tu abbia potuto rappresentare una persona che neanche conosci, però credo che sia successo anche con tutti coloro che ti ammirano o amano i tuoi quadri. Sei riuscito a mettere una parte di loro nel pennello e poi l’hai dipinta in un modo tutto tuo.

I tuoi colori sono i miei,
l’atmosfera che crei è casa mia,
le sensazioni che emani le provo anche io,
la TUA notte stellata è quella in cui tutte le sere mi addormento!

Concludo dicendoti che se pensi di aver fatto poco nella tua vita o di non essere stato abbastanza bravo a trasmettere le tue emozioni ti sbagli. Anche se tu non puoi parlarci i tuoi quadri sanno perfettamente cosa dire!

Una persona qualunque.

Caro Vincent,
ho sentito il tuo dolore, la tua angoscia e la tua solitudine, so come ci si sente. Ho provato anche io queste emozioni nella mia vita, so cosa vuol dire sentirsi un peso per le persone che si amano.

So cos’è la solitudine, l’ho percepita a livello molecolare, mi straziava il cuore; le lacrime che ho versato non basterebbero a riempire il più profondo degli abissi. Ma io ho conosciuto la felicità, ho trovato persone sincere e amorevoli verso di me e grazie a loro ho conosciuto la bellezza di condividere gioie, tristezze o anche una cosa più piccola, anche una sigaretta.

Tu sei rimasto solo, tu non hai conosciuto quello che ho conosciuto io: l’affetto di amici sinceri e veri. Ho provato compassione per te e per quello che non hai mai provato. Hai messo però tutta la tua gioia nella pittura, sulla tela e nei colori, vividi nella tua mente, costruendoti un tuo mondo perfetto in ogni aspetto.

Tu sei un artista di vita. Nelle tue opere mettevi tutto te stesso, tutte le tue emozioni. Non so perchè hai fatto ciò che hai fatto, ma so che il dolore ti aveva consumato.
Addio caro amico.

Un tuo amico di un altro tempo.

 Caro Vincent,ho avuto tempo per pensare a come le sfumature del cielo non ci lasciano indifferenti, a come un effimero sguardo sconosciuto possa cambiarci una giornata, a come i tuoi colori si vendicano della meschinità del mondo risplendendo nei nostri occhi.

Hai viaggiato tanto per trasferire il mondo su tela, e oggi possiamo viaggiare attraverso i tuoi dipinti, che catturando le ammalianti tonalità di una vita ormai lontana riescono ancora a farci apprezzare le più rintanate bellezze.
Saresti curioso dal poter vedere come ai miei giorni si sono evolute le forme artistiche, ma posso dirti che in questo tempo, per te futuro, traboccante di artisti, stili e movimenti stravaganti, le tue opere riescono ancora a confondersi tra quelle contemporanee, facendo scuola a chi oggi cerca l’ispirazione. Ma, pur coltivando sempre di più un’intramontabile passione per l’arte visiva, stiamo perdendo l’abitudine di scrivere. Un vero peccato non sfruttare le capacità delle parole per aprirsi a un amico lontano.

Spero che le tue pene si possano effondere nel più blu delle tue notti. Magari era quello che sempre hai sognato, donandoci più di quanto noi potremmo mai apprezzare.

Con uno schizzo del rosso più ardente, David

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