Secondo Piano – Il feticismo del cinema a Trastevere

Chi passa l’estate a Roma non può non conoscere il Festival Trastevere Rione del Cinema organizzato dall’associazione “Piccolo Cinema America”. Sessanta giorni di cinema all’aperto in Piazza San Cosimato a Trastevere; migliaia di persone riunite per la proiezione di film cult, grandi classici, piccole perle sconosciute e retrospettive dedicate ai giganti del cinema da Lynch a Kubrick. Dal 2014 un ritorno a un’esperienza cinematografica collettiva proprio nell’era della scomparsa del cinema, che negli anni ha visto la partecipazione e l’appoggio di decine di registi e attori: Bertolucci, Genovese, Argento, Moretti, Verdone, Smutniak, solo per citarne alcuni.

Quest’anno tutto finirà. Il Comune di Roma, nella persona del vicesindaco Luca Bergamo, ha deciso di mettere a bando l’uso della piazza. Una decisione legittima che taglia le gambe all’iniziativa dei ragazzi del Piccolo Cinema America, che hanno deciso di non partecipare al bando spiegandone le motivazioni su Facebook:

“Ogni settimana, per due giornate, in piazza non dovrà succedere nulla, ci dovrà essere il vuoto, non ci dovrà essere cultura, socialità, incontri, non ci dovrà essere vita, non ci dovrà essere il Cinema, né noi. […] L’amministrazione farà un bando per trovare “altri soggetti” che potranno realizzare il nostro progetto. Noi non parteciperemo a questo bando, sia perché il taglio delle giornate non ha alcun senso e non concede sostenibilità economica all’evento che comunque dovrebbe pagare allestimenti e sicurezza anche per quelle serate di non attività, che perché riteniamo inammissibile che un evento che già esiste, funziona, è stato raccontato dalla stampa internazionale, ha ospitato cineasti da tutto il mondo, ha coinvolto 200.000 spettatori, venga arbitrariamente bloccato in finte ed inutili procedure amministrative semplicemente perché Roma è in perenne campagna elettorale.”

L’iniziativa del vicesindaco ha subito scatenato una bufera di polemiche. Prima di tutto: l’utilizzo della piazza in questi anni è stato perfettamente legale e anzi appoggiato, non senza qualche polemica, dal Comune. Questo perché non è obbligatorio, secondo il regolamento comunale, mettere a bando l’occupazione temporanea della piazza. Ma allora, come evidenzia lo scrittore e giornalista Paolo Di Paolo su Repubblica, “il senso di ridimensionare, «mettere a bando» ciò che esiste e funziona, sfugge”.

La decisione è evidentemente politica. Soprattutto lo scorso anno non sono infatti mancate lamentele di pochi abitanti del quartiere (22 su 3.063 per l’esattezza), disturbati dal rumore del cinema, nonostante le proiezioni finissero sempre entro l’una di notte. Fra questi c’è Gemma Guerini, consigliere del Movimento 5 Stelle in Campidoglio, residente vicino Piazza San Cosimato nonché vicepresidente della commissione Cultura, che ha preso la faccenda sul personale. In un post su Facebook scrive una frase da brividi: “Cos’è infatti se non feticismo, la reiterata proiezione, giorno dopo giorno, di vecchi film che hanno in comune soltanto il fatto di essere famosi con a seguire la presentazione degli altrettanto famosi produttori/registi/attori, magari accompagnati dal Franceschini o dallo Zingaretti di turno?”.

Il Movimento 5 Stelle si è subito dissociato dalle affermazioni della Guerini, ma unire i punti non è difficile. Con la scusa del mettere a bando l’utilizzo della piazza, la decisione del Comune mette in difficoltà un’iniziativa che evidentemente dava fastidio a qualcuno. Qualcuno che non conosce il significato della parola ‘cultura’, né quello della parola ‘cinema’ e né evidentemente quello di un’esperienza collettiva che da 3 anni illumina le notti d’estate romane altrimenti buie e desolate.

Alla decisione del Comune e alle parole della Guerini hanno risposto anche 64 protagonisti del cinema italiano, da Paolo Sorrentino a Marco Tullio Giordana, insieme a molti altri che hanno partecipato all’iniziativa negli ultimi anni, chiedendo le dimissioni della consigliera e del vicesindaco Luca Bergamo. Quest’ultimo ha declinato l’offerta con “serenità”.

Nel frattempo però i ragazzi del Cinema America si sono già organizzati per tenere viva l’iniziativa spostandola in periferia. Si chiamerà “Il Cinema in Piazza”. “Ci troverete ad Ostia, al Porto Turistico di Roma, a Valle Aurelia al Monte Ciocci ed a Tor Sapienza al Casale della Cervelletta – affermano i ragazzi su Facebook – allestiremo in totale tre maxi schermi da circa 12 metri l’uno, per un totale di 185 proiezioni e 2700 sedute, naturalmente ad ingresso gratuito”. E poi concludono: “Trastevere è stata la miglior culla in cui poter crescere e formarci, ma è tempo di montare un’altra pellicola”.

Fonte#1 Fonte#2 Fonte#3 Fonte#4 Fonte#5

Lascia un commento