A tu per tu con gli attori di “Cara mamma ti scrivo dal fronte”

A qualche giorno dallo spettacolo “Cara mamma ti scrivo dal fronte”, andato in scena il 15-16-17 maggio al teatro Elsa Morante, abbiamo intervistato alcuni attori e la regista (se non sapete di cosa stiamo parlando, vi invitiamo a leggere la nostra recensione).

Intervista alla regista Fatima Scialdone

1. Come possiamo definirla? Qual è il suo ruolo in questo progetto?
– In questo progetto sono l’insegnate di recitazione, tecniche di comunicazione e anche canto e ballo. Insieme a Ferdinando Pannullo sono la coautrice e soprattutto la regista di questo spettacolo e di quello precedente, “Napoli Buenos Aires”.

2. Qual è la differenza tra lavorare con i ragazzi e lavorare con dei veri attori?
– La differenza è che noi attori, che veniamo dall’accademia, siamo abituati a essere dei soldati: si lavora sette ore al giorno, con quindici minuti di pausa e in quaranta giorni si monta uno spettacolo. Con i ragazzi bisogna incastrare i giorni per incontrarsi, cercando di mettere lo stesso impegno in poche ore della settimana, e la cosa bella è vedere quanto l’entusiasmo aiuti a superare le difficoltà.

3. Com’è riuscita a insegnare ai ragazzi l’arte del recitare?
– Per i ragazzi che si trovano ad affrontare per la prima volta il teatro, inizio dall’improvvisazione, cercando di far immedesimare i ragazzi e facendogli capire il dolore e la sofferenza di un soldato durante la prima guerra mondiale.

4. È riuscita ad arrivare agli standard che si era prefissata?
– Credo che non bisogna mai accontentarsi e cerco perciò di trasmettere questa voglia di migliorarsi sempre anche ai ragazzi.

Intervista a uno degli attori

1. Cosa ti ha spinto a far  parte di questo progetto?
– L’anno scorso avevo già partecipato al laboratorio teatrale e avevo stretto un ottimo rapporto con tutti gli altri ragazzi e docenti, compresa Fatima, ed era stata un esperienza fantastica e senza dubbio da ripetere!

2. Hai degli elementi in comune con il tuo personaggio?
– Diciamo di no, lui era un soldato, io sono un semplice ragazzo e non so cosa si prova nel vivere in prima persona la guerra. Forse l’unica cosa in comune che abbiamo è che siamo due tipi solari e a entrambi piace cantare…

3. Cosa ti ha dato questa esperienza?
– Dal fare nuove conoscenza a vedere come si svolge il lavoro dietro le quinte… E poi a conoscere la storia. Spero che anche il prossimo anno si possa ripetere.

Intervista a una delle attrici

1. Cosa ti ha spinto ha far  parte di questo progetto?
– Il fatto di aver già fatto teatro l’anno scorso, mi ha spinto a farlo di nuovo. Speravo di rivivere tutto ciò che era successo l’anno scorso e fare nuove amicizie e divertirmi.

2. Hai trovato difficoltà a interpretare il tuo personaggio?
– Inizialmente è stato difficile, dovevo avere una postura corretta e seria, ma dopo molte prove è risultato più semplice.

3. Hai degli elementi in comune con il tuo personaggio?
– Non so se ho degli elementi in comune con il mio personaggio. Lei era una regina che ha sostenuto il suo esercito anche dopo essere stata esiliata… forse una cosa che abbiamo in comune è la calma.

4. Cosa ti ha dato questa esperienza?
– Questa è stata una delle esperienze più belle di quest’anno, si è creata una famiglia, tra di noi, senza differenze di età; c’erano ragazzi di quattordici anni e ragazzi di ventitrè. Abbiamo passato momenti molto belli e pieni di gioia. Ci sono state discussioni forti tra di noi, che ci hanno rafforzato e unito. Non dimenticherò mai questa esperienza.

Joel Ramirez, Andrea Lazzari

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