Ritorno a Twin Peaks. La nuova serie tv di David Lynch

 

Già dai primi secondi si prova una sensazione strana. È come entrare in un universo parallelo del tutto uguale al nostro, ma con qualcosa di diverso, di fuori posto. I colori non sono quelli soliti, variano da un rosa carne a un rosso acceso che ricorda il sangue. Ogni tanto spunta qualche blu brillante, altre volte prende in mano la scena un verde marcio e spento, che ci riporta a quella sensazione che rimane sempre lì, nascosta nel subconscio, senza che si riesca a mandarla via.

Questi colori sono accompagnati da una colonna sonora sintetica, disumana e digitale, che tende a straniare ancora di più. Ricorda il dark jazz ed è composta principalmente da sintetizzatori. È estremamente evocativa e caratterizza ancora di più il paesaggio, amalgamandosi con i colori. Delle volte, quando arriva, ci solleva. Sembra rincuorante e calorosa. Altre volte pare che ci stia prendendo in giro, diventa scherzosa o quasi maligna. Infine, a volte, riesce a essere tristissima, quasi deprimente.

Alcuni personaggi hanno dei temi musicali che gli sembrano essergli stati cuciti addosso. Come il tema di Laura Palmer, così triste che è quasi disarmante, non ci dà alcuna via di fuga. Oppure il tema di Audrey Horne, che invece è giocoso, ma che a volte ci porta a vedere la ragazza sotto un punto di vista sinistro, quasi satanico.

Ma in realtà tutti i personaggi sono incredibili, ognuno ha qualcosa che lo rende speciale. Riusciamo a volergli bene e a odiarli allo stesso tempo, creando un grande intreccio di emozioni. Proprio come nella nostra vita, non si è mai completamente felici o tristi, c’è sempre uno scontro; il risultato può essere il caos, oppure un ordine apparente o magari un’emozione che non avevamo mai provato.

Poi c’è la cascata, i gufi, la foresta, il fiume e tutti gli altri luoghi che caratterizzano l’ambiente rendendolo misterioso. Ogni elemento ha un suo perché, una sua storia e un suo significato, che va scoperto scavando nella trame, nelle sottotrame e nei piccoli e preziosi indizi che ci vengono dati. Si è sempre alla ricerca di un particolare che ti faccia avvicinare all’uscita del labirinto creato da David Lynch, ma a volte si ha la sensazione che questo labirinto sia senza uscita; siamo costretti a rimanerci dentro, a imparare a conviverci.

Questo, e molto altro, è “Twin Peaks”. Apparentemente un viaggio onirico in un universo parallelo, un viaggio dentro di sé, un’immersione nella propria psiche.

“Twin Peaks” ha aperto la strada alle serie tv come le conosciamo oggi. È diventata una serie cult che ha influenzato tutto il mondo dell’arte e dopo 25 anni di assenza dal piccolo schermo sta per tornare nei nostri salotti, portandoci nuovamente in quel mondo a cui siamo rimasti affezionati senza nemmeno saperne il perché. Ritornerà quella sensazione che ci ha tenuto incollati al televisore per ore. Ritornerà, soprattutto, David Lynch.

Matteo Perrone

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