Uno, Nessuno, Centomila volte Pirandello

Arriva a teatro “Uno, nessuno e centomila” di Luigi Pirandello, in programmazione al teatro Eliseo di Roma dal 15 febbraio al 2 marzo. La storia è quella di Vitangelo Moscarda, un uomo comune con una vita tranquilla e un lavoro assicurato grazie alla banca del padre. Un commento della moglie Dida sulle sue caratteristiche fisiche lo turba e lo lascia in preda alla riflessione su come ognuno di noi appaia diverso agli occhi degli altri e come le opinioni altrui possano trasformarci.

Questo dubbio mette in crisi Vitangelo, che non sa più chi è nemmeno per se stesso. Inizia dunque a comportarsi in modo insolito: fa riferimento alle opinioni che hanno di lui; si rende pazzo agli occhi degli altri; crea scompiglio nella sua vita e, oltre a diventare violento con la moglie, vende la banca del padre, causando veri e propri disagi a chi ci lavora.

Tutti si allontanano da lui, ma Anna Rosa (amica di Dida), al contrario, gli si avvicina. Inizia a esserci un certo feeling tra i due, ma dopo una lunga chiacchierata in cui il protagonista spiega alla ragazza la sua teoria sulle maschere delle persone, Anna Rosa gli spara. Il protagonista si ritrova solo con i suoi centomila volti ad abitare in un ospizio da lui supportato economicamente, cercando di tornare al suo unico io.

La regia di Andrea Baracco restituisce un’opera intensa, che ci tiene con gli occhi incollati al palco; un soliloquio che non annoia un solo attimo. Sì, perché quello che ci viene presentato è un vero e proprio soliloquio, alternato a pochi dialoghi e pochissima azione.

Nei panni di Vitangelo Moscarda troviamo Francesco Sferrazza Papa, che interpreta abilmente il suo personaggio. In quanto a bravura, dobbiamo assolutamente citare Melania Genna, nei panni sia di Dida che di Annarosa. Un’attrice molto brava e dai toni comici sopraffini. Mentre dietro le tante maschere che appaiono nel corso dello spettacolo c’è Luca Terracciano, anche lui in grado di rendere più che credibile ogni personaggio interpretato.

Gli attori in alcuni momenti si allontanano dal proprio personaggio e parlano in terza persona, sottolineando la teoria pirandelliana delle maschere e rendendo lo spettacolo ancor più profondo.

Quanto alla scenografia, sul palco vi è un supporto che rialza il fondo e permette agli attori di muoversi meglio; non possono poi mancare le animazioni sullo sfondo, che hanno reso l’atmosfera suggestiva e in alcuni casi un po’ ansiosa.

Andrea Baracco, il regista, ha fatto di certo un bel lavoro, restando fedele al famoso romanzo, anzi, “più che un romanzo quasi un quaderno di appunti sulle crudeltà dell’esistenza” come dice Baracco stesso.

Se siete anche solo un po’ curiosi di questa rivisitazione di “Uno, Nessuno e Centomila”, noi di Ammazzacaffè vi invitiamo ad affrettarvi a comprare i biglietti per il teatro, di certo non ve ne pentirete. Chissà poi se le parole di Pirandello non vi entrino fin dentro l’anima e non facciano riflettere anche voi, magari solo per un minuto, sul vostro io.

Valentina Bruni

 

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