Che cos’é? Da dove nasce?
Uno degli eventi carnevaleschi più originali e caratteristici del Lazio è di sicuro il Carnevale Liberato di Poggio Mirteto, un piccolo comune nella provincia di Rieti. Viene tradizionalmente celebrato la prima domenica di Quaresima (segna l’inizio ufficiale del cammino penitenziale di quaranta giorni verso la Pasqua, celebrando il periodo in cui Gesù fu tentato nel deserto).
Ha origini storiche che risalgono alla fine dell’Ottocento e mescola folklore popolare, satira politica e un forte spirito anticlericale.
Le origini e il significato
Il Carnevale Liberato nasce come festeggiamento della liberazione di Poggio Mirteto dallo Stato Pontificio a seguito della rivolta popolare del 24 febbraio 1861 e dell’annessione al nascente Regno d’Italia.
“Anticarnevale”, questa festa viene anche chiamata così, perchè simboleggia non solo la fine del Carnevale ma anche la liberazione delle restrizioni quaresimali e dall’autorità pontificia.
Ma come si celebra?
Il Carnevale Liberato si svolge in Piazza Martiri della Libertà, ovvero nel cuore storico del paese, e dura tutto il giorno con diverse tradizioni popolari:
- Ci stanno tantissime maschere e costumi stravaganti e simbolici, tra cui, tipica della tradizione, la maschera del diavolo rosso con il tridente.
- Ci stanno tanti banchetti gastronomici e, in contrasto con la Quaresima, si consuma carne in grande quantità.
- Artisti di strada, gruppi musicali e performance animano la piazza per tutta la giornata.
- Il rogo del fantoccio è il momento più cruciale, molto importante per la tradizione del falò: viene bruciato il bammoccio, un fantoccio di cartapesta satirico che raffigura spesso personaggi di attualità politica o simboli di potere (l’anno scorso fu Giorgia Meloni); si tratta di un gesto simbolico per “liberare” la comunità degli eccessi dell’anno passato.
La polemica
L’edizione del 2025 ha fatto scaturire diverse polemiche sui social e nella politica italiana, perché in questa edizione il bammoccio raffigurava la Presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, in una confezione rosa con la scritta “Barbie fascio di luce” accompagnato da cori antifascisti e applausi del pubblico.
È importante parlare di questa tradizione italiana perché non è solo una festa carnevalesca ma un vero e proprio evento storico, culturale e sociale che racconta le trasformazioni di una comunità e fa riflettere su come le tradizioni locali possano diventare spunto di discussione e partecipazione collettiva. Unisce le persone con musica, cibo e costumi, ma il punto principale è l’essere liberi, infatti la cosa più importante che si nota subito andando a questa festa, è che tutti si sentono tranquilli di esprimersi come più vogliono rispettando comunque la libertà altrui.


Olivia Monti
Presente e Cultura








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