Life Is Strange: piú di un semplice gioco

Life-is-StrangeI film riescono a farci provare emozioni incredibili raccontando storie incredibili. Riescono a coinvolgerci facendoci osservare scene romantiche, crude, amare, in cui noi, però, restiamo sempre e comunque esterni all’opera stessa; noi spettatori ci limitiamo a guardare.
Mi sono chiesto se esistesse qualcosa che riuscisse a trasmettere tali emozioni facendomi partecipare alla narrazione, lasciandomi la possibilità di scegliere cosa è meglio e cosa è peggio fare e ho scoperto “Life Is Strange”: un’avventura grafica interattiva il cui unico strumento d’azione è il mouse che interagisce con l’ambiente. Dobbiamo osservare, ascoltare e poi prendere decisioni che influenzano la trama.

Vestiremo i panni della diciottenne di Max, una ragazza davvero particolare. Ha una passione per la fotografia e frequenta un college in una cittadina costiera. Durante una normalissima giornata di lezione, Max si trova nel bagno quando due studenti della scuola, un ragazzo e una ragazza, entrano e iniziano a discutere. Sentendoli arrivare Max si va a nascondere e assiste a una scena terribile. Nel bel mezzo del litigio il ragazzo estrae una pistola, la punta contro la povera ragazza e in un momento di collera preme il grilletto. Max istintivamente protende la mano in avanti e, sorprendentemente, torna di qualche minuto indietro nel tempo già cosciente che il suo compito sarà salvare la ragazza.
Questo è l’incipit che l’avventura ci offre. Grazie alla possibilità di tornare indietro nel tempo avremo la possibilità di fare scelte diverse e di prediligerne alcune a discapito di altre semplicemente analizzando le loro conseguenze. Ma non tutto è così semplice.
Ogni potere, anche quello di Max, è limitato. Il suo utilizzo smoderato provocherà un forte mal di testa alla ragazza, che ne impedirà l’uso. Ci troveremo in situazioni scomode, dove prendere la decisione giusta sarà essenziale per la sopravvivenza degli altri personaggi; un immenso potere, ma delle grosse responsabilità sulle spalle, troppe per una diciottenne americana che ama semplicemente la fotografia.
È proprio grazie a quest’ultima che Max scopre un’altra peculiarità del suo potere: concentrandosi su una foto, la ragazza riuscirà a tornare indietro nel tempo fino al momento dello scatto. Una scoperta che tornerà molto utile a Max che scoprirà, a spese della sua migliore amica, come un miglioramento del passato non comporta necessariamente un miglioramento nel presente.

Tutto ciò pone tantissimi spunti di riflessione su come a volte le cose vanno in un certo modo perché è giusto che vadano in quel modo e che cercare di cambiarle non ha molto senso. Il tempo, le esperienze, le amicizie, gli amori e tutto ciò che abbiamo vissuto ci ha modellato fino a diventare ciò che siamo ora; senza ogni singolo tassello della nostra vita, senza ogni singolo passo che abbiamo percorso non saremo semplicemente noi. Cambiare il passato non servirà a nulla, poiché ci sarà sempre qualcosa che farà tornare i conti.
Quello che possiamo realmente cambiare è il nostro futuro. Possiamo migliorarci, imparare dagli errori e cercare di crescere sempre di più.

Inoltre in “Life Is Strange” vengono messi in campo due concetti: l'”effetto farfalla” e il “discernimento degli spiriti”.

L'”effetto farfalla” si spiega banalmente con un esempio: una farfalla sbatte le ali a Tokyo e di conseguenza a San Francisco si scatena un uragano. Il “discernimento” è un concetto cristiano, che spiega la capacità dell’uomo di distinguere il bene dal male. Grazie alla combinazione di questi due concetti saremo sempre obbligati a scegliere tra il bene e il male, ma qualunque sia la scelta porterà sempre a una conseguenza drastica, esasperando il giocatore.

Nella fase conclusiva del gioco potremmo decidere se lasciare che la catastrofe che avremo creato distrugga la nostra piccola cittadina per il nostro egoismo, o sacrificare ciò che abbiamo di più caro per un senso di responsabilità.

“Life Is Strange” è un gioco che lascia spazio alle emozioni, alle scelte, al giudizio personale; lascia spazio a noi.
Angelo Ceppari

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