Per combattere l’indifferenza!

isisCombattere l`indifferenza. Informare, provocare, spaventare. Mostrare: questa è la parola giusta.

Mostrare cose buone, cose cattive, cose che suscitino in noi piacere o disgusto. È quello il punto di partenza per pensare, riflettere e arrivare a una conclusione. Farsi un`idea.

Rendersi conto di ciò che succede intorno a noi e reagire di conseguenza.

Il 2 febbraio di quest’anno tutte le testate giornalistiche, i telegiornali, i blog e le riviste online riportavano la notizia, l’ennesima, di un uomo ucciso da seguaci dell’Isis, gruppo terrorista islamico nato nel 2004 per combattere l’occupazione statunitense dell’Iraq, tristemente noto negli ultimi tempi per le decapitazioni filmate e pubblicate online.

Questa volta, però, nel video, non si assiste al solito metodo di esecuzione, ma viene mostrato un uomo che brucia.

Le fiamme che lo avvolgono non sono finte, non sono un effetto speciale da film; la sua pelle sta bruciando davvero, il suo corpo si sta riducendo in cenere, la sofferenza è reale.

La realtà che si vive ogni giorno è sempre difficile da accettare, soprattutto quando si presenta in modo così cruento e spietato. La telecamera è solo un filtro che va eliminato, tutto ciò accade di fronte a chi guarda, e l’istinto è spesso quello di bendarsi gli occhi o girarsi dall`altro lato, per paura, o peggio, per indifferenza.

È terribilmente nel torto chi dice che mostrando certi video si fa il gioco di chi li ha creati, perché il gioco di chi li ha creati lo si fa chiudendo gli occhi di fronte a ciò che l`uomo è capace di fare.

Non importa se qualche sito o testata giornalistica mostra qualcosa di disturbante solo per guadagnarci sopra o per vendere copie. Importa che si faccia vedere e che le persone, vedendo, sviluppino dentro se stessi un`avversione e una rabbia sempre più forte, al di là di ogni paura o indifferenza.
Indifferenza, il modo peggiore per reagire in questi casi. Ormai si è troppo abituati a credere che tutto cio che si vede, specialmente sui giornali o in tv, sia pura finzione. E anche le emozioni diventano finte, vuote, come fossimo davanti a un film horror. Qualcosa di lontano dalla realtà.
E invece, la realtà è sempre lì, dietro l’angolo, anche quando è stata filmata a migliaia di chilometri di distanza. Tutto è più vicino di quanto non si voglia credere.
Bisogna vedere, per capire e reagire, correndo anche il rischio di non sapere cosa pensare o come fare per cambiare la realtà. Che un modo per farlo esista o no, però, bisogna tentare: e per tentare, bisogna, prima, che tutto sia mostrato.

Alessandro Perrone

1 commento

  1. manuela dice: Rispondi

    Carissimo Alessandro, ho letto il tuo articolo,e credo sia scritto veramente bene. Soprattutto perché la fluidità e la comprensione (cosa che a mio avviso è importante quando si deve far il proprio pensiero) sono alla portata di tutti.
    Non mi ricordo chi disse: l’ignorante non è chi non capisce, ma chi non si fa capire.
    Bravo.

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