YouTube Italia – Il declino della qualità

Tutti ormai sanno cos’è YouTube. E sanno utilizzarlo. Non tutti però sanno del grande potenziale sociale che possiede. Perché negli ultimi anni, oltre a essere un semplice sito per caricare e condividere video, il “tubo” è diventato un business, con tutte le accezioni positive e negative del caso.

YouTube è una piattaforma che nasce nel 2005. Dall’inverno del 2007, quando finalmente il sito diventa disponibile in Italia, compaiono i primi youtuber italiani e i primi video che propongono un punto di vista personale sugli argomenti più diversi. E nascono format, rubriche, video personali. La piattaforma si espande e si comincia a creare un pubblico.  Tra il 2011 e il 2012 aumenta l’utenza e aumentano anche gli youtuber. Tanti nuovi volti, tante nuove visualizzazioni, tanti nuovi like e soprattutto nuovi strumenti con cui si realizzano i video. Da qui si inizia a intravedere il potenziale monetario, perché appare evidente che producendo un certo tipo di contenuti si può guadagnare qualcosa. Il dislivello tra i vari canali aumenta sempre di più, ma la piattaforma continua a svolgere anche il ruolo per cui era nata: permettere la condivisione e la visualizzazione in rete di video, con la possibilità di commentarli e valutarli da parte dell’utenza.

Nei cinque anni successivi YouTube esplode. Sono ormai affermate tra i giovani le webstar, i “big” della piattaforma. La differenza di iscrizioni e visualizzazioni tra i vari canali è abissale ed emergere sul sito è divenuto praticamente impossibile a causa dell’immenso numero di canali e a causa della miriade di nuovi contenuti caricati giornalmente. I “big” se la spassano, tra visualizzazioni a cinque zeri, sponsor, fiere e partnership, che portano soldi e fama agli youtuber e ai relativi agenti. Molti ragazzi cercano di emularli, credono di poter guadagnare soldi semplicemente riprendendosi mentre dicono qualche stupidaggine o mentre registrano partite dei loro videogiochi preferiti. Anche per questo, la qualità media dei contenuti sul sito si è abbassata di molto.
I video più popolari sono sui giochi per smartphone, challenge (sfide) ridicole, vlog senza alcun contenuto e video clickbait (intitolati con frasi che attirano l’attenzione dell’utente), come per esempio i vari “SCHERZI EPICI FINITI MALE”. Il tutto è legato soprattutto all’età media degli utenti di YouTube, che negli ultimi tempi si è abbassata di molto. Così, per “sopravvivere”, molti youtuber creano contenuti per quel tipo di target, oscurando video qualitativamente migliori.

Le vecchie fiere del fumetto ora sono invase dalle “web star”, con i giovani fan sempre in cerca di un autografo o di una foto dei loro idoli, oppure da chi, invece, si diverte a umiliare quelli altrui (ogni riferimento a lanci di cornetti alla nutella è puramente casuale). Ma state certi che gli youtuber riusciranno sempre a guadagnare e a sfruttare su ogni propria sventura. Basta fare un video con un bel titolo, un bianco e nero qua e là, una musica triste in sottofondo mentre si parla dell’accaduto e il gioco è fatto. E a far spopolare i video ci pensa il web, con meme e pic (immagini con frasi popolari divertenti) sull’ennesimo pianto dell’ennesima “web star”.

Ciò che però bisogna sempre tenere in mente è che la fama sul “tubo”, nella maggior parte dei casi, è qualcosa di fortuito e temporaneo. Se il fato vuole che per sbaglio un video diventi virale e finisca nel magico mondo delle “Tendenze”, siate certi che la popolarità del canale a cui appartiene il video aumenterà spropositatamente, ma con la stessa velocità potrebbe anche diminuire.

Una piccola speranza però c’è. La qualità su YouTube esiste, ma fa molta fatica a emergere. L’utente deve sapere dove cercare, perché di ragazzi con fantasia, inventiva e creatività ce ne sono tanti e aspettano solo di essere scovati e valorizzati. Sembra quasi impossibile che nell’attuale piattezza dei contenuti chi invece ci mette del suo non riesca a spiccare il volo. Per fortuna le note positive continuano a esistere, e ci sono alcuni casi di canali che portando dei contenuti alquanto originali e simpatici sono riusciti a sfondare in breve tempo.

YouTube non è di certo un sito basato sulla meritocrazia, ma non per questo bisogna scartare qualsiasi prodotto proposto dagli utenti.

Angelo Ceppari

Lascia un commento