24 fotogrammi – L’isola delle rose

Dopo averci lasciato a bocca aperta con la trilogia di “Smetto Quando Voglio”, il regista Sydney Sibilia torna a farci ridere e sognare con il suo nuovissimo film, uscito poche settimane fa sulla piattaforma di streaming Netflix. I suoi primi tre lungometraggi ci avevano dimostrato come a volte, per riuscire ad ottenere ciò che si vuole, bisogna rimboccarsi le maniche e infrangere qualche regola; anche qui ci viene mandato più o meno lo stesso messaggio, ma inserito in un periodo storico totalmente diverso: gli anni ‘60. 

Siamo a Rimini, nel 1968. Giorgio Rosa (Elio Germano), un giovane ingegnere incompreso alla ricerca della libertà più pura. Giorgio capisce che il mondo è troppo piccolo per lui e decide quindi di creare il suo stato indipendente. Progetta e costruisce una piattaforma a 6 miglia nautiche dalle coste italiane, quindi fuori dalla giurisdizione locale, e fonda la Repubblica Esperantista dell’Isola delle rose, che diventerà in pochissimo tempo una vera e propria micronazione, con moneta ufficiale, francobolli e una lingua di stato: l’esperanto.

Sydney Sibilia ci propone una commedia piacevole e leggera, che sembra essere la perfetta rappresentazione del carattere del regista, spesso etichettato come un rivoluzionario ed amante delle idee scomode. Leggendo la storia originale vi renderete conto delle molte deviazioni che gli autori hanno preso nei confronti dei fatti realmente accaduti, ma sinceramente non credo fosse necessario rappresentare un biopic troppo fedele e che piuttosto sia stato più intelligente cercare di adattare questa storia ai giorni d’oggi.

È impressionante lo sforzo produttivo che è stato fatto per realizzare questo film: infatti sono state tante le complicazioni per gli autori quando si arrivò a dover ricostruire la piattaforma: basti pensare che tra progetti e realizzazione ci volle circa un anno per preparla. Il regista voleva mantenere il contatto con il mare, per aiutare la messa in scena degli attori e quindi l’opzione di un totale utilizzo degli effetti speciali venne subito scartata. A questo punto il produttore Matteo Rovere e lo scenografo Tonino Zera, sfruttando delle grosse piscine poste lungo la costa dell’isola di Malta, trovarono il modo di riuscire a mantenere sia il contatto con il mare che la possibilità di utilizzare mezzi tecnologici.

Sarebbe scortese non elogiare anche gli attori che hanno recitato in questo film. Il primo della lista è ovviamente Elio Germano, che ancora una volta ci dimostra la sua estrema malleabilità come artista. Impressionanti anche le performance di Matilda De Angelis, Leonardo Lidi, Fabrizio Bentivoglio, Luca Zingaretti, François Cluzet, Tom Wlaschiha e Violetta Zironi che insieme hanno regalato al film una ventata d’aria fresca.

Consiglio vivamente la visione di questa pellicola e mi auguro che in futuro, in Italia, ne vengono prodotte altre con lo stesso impatto visivo ed emotivo. Se siete appassionati di biopic o film storici, non potete assolutamente perdervi questo splendido lungometraggio. 

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