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L’ultima caduta di Lindsey Vonn

Quando Lindsey Vonn ha preso il via nella discesa libera femminile ai Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, la 41enne fenomeno statunitense dello sci alpino non stava solo inseguendo una medaglia: stava scrivendo l’ultimo capitolo di una carriera che ha riscritto i record. 

Una leggenda dello sci alpino

A 41 anni, dopo una carriera costellata di successi e di rimonte da infortuni gravissimi e dopo aver lasciato il mondo dello sci nel 2019, Vonn aveva deciso di tentare un’ultima impresa, facendo ritorno alle gare nel dicembre 2024 e confermandosi tra le migliori; nel gennaio 2026 aveva addirittura vinto due discese di Coppa del Mondo prima a Sankt Moritz e poi a Zauchensee.

L’incidente alle Olimpiadi

Vonn cade durante una discesa di allenamento a Crans Montana il 28 gennaio 2026, arrecando un’ulteriore lesione al suo ginocchio già bionico; ma lei, come ha sempre fatto per tutta la sua carriera scegle di non gettare la spugna e di lottare per essere in garage alle Olimpiadi.

L’8 febbraio, appena 13 secondi dopo il via nella discesa olimpica sull’Olympia delle Tofane, Vonn ha perso il controllo degli sci dopo aver urtato un paletto, schiantandosi violentemente sulla neve. Le immagini hanno fatto il giro del mondo: la campionessa è rimasta a lungo a terra, urlando per il dolore mentre gli addetti alla sicurezza della gara la stavano raggiungendo per portare i primi soccorsi prima di essere trasportata via in elicottero. 

La caduta ha provocato una frattura complessa alla tibia sinistra e altre lesioni alle ossa della gamba. È stata immediatamente ricoverata all’ospedale di Treviso, dove ha subito una serie di interventi chirurgici per stabilizzare l’arto. 

Il rischio di amputazione e la lotta per la gamba

Il quadro clinico si è rivelato ancora più serio di quanto temuto: a causa di un complicato trauma alle strutture interne della gamba e della sindrome compartimentale, i medici hanno dovuto intervenire in emergenza per evitare che fosse necessario amputare l’arto. 

In un video pubblicato sui social dopo la dimissione dell’ospedale, Vonn ha ringraziato il medico della nazionale americana, Dr. Tom Hackett, definendo la decisione chirurgica che ha salvato la sua gamba “letteralmente vitale”. 

Attualmente Vonn è in sedia a rotelle, confida di passare ai bastoni e stima circa un anno di recupero prima di poter valutare altri interventi mirati alla riparazione del crociato. 

Una carriera in chiusura?

Mentre la comunità sportiva mondiale si stringe attorno alla sua figura — con messaggi di supporto anche da campioni di altri sport come Cristiano Ronaldo— il padre della sciatrice ha dichiarato che questa caduta pone definitivamente la parola fine alla carriera agonistica di sua figlia. 

Per una delle figure più influenti nella storia dello sci alpino, questa Olimpiade non si è conclusa con una medaglia, ma con una battaglia per riprendersi non solo una gamba, ma anche il tempo e la salute dopo anni di sfide estreme.

Tommaso Bernacchi

Tommaso Bernacchi

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