Dal 15 febbraio 2026 il mondo del cinema e della critica in Italia non è più lo stesso.
Federico Frusciante, la voce e il volto che negli ultimi vent’anni hanno fatto appassionare una generazione alla settima arte, è morto prematuramente a 52 anni. Con i suoi migliaia di video, Frusciante lascia un’eredità immensa, un’enciclopedia del cinema vastissima, accessibile a tutte e tutti, libera, in tutti i sensi.
Libera com’è stata la sua idea di cinema: un’arte legata a doppio filo con la vita, un’arte prima di tutto politica. Frusciante leggeva i film con quest’ottica, li giudicava e attraverso di essi raccontava la nostra realtà. Così la sua appassionata voce ha costruito, sia in accordo che in opposizione, la coscienza cinematografica di migliaia di persone, che hanno scoperto, amato e odiato sia le parti più in luce che quelle più nascoste di un’arte, per Frusciante, senza segreti.
Da quella stessa passione trasmessa in modo così forte nasce, sette anni fa, l’invito di Ammazzacaffè a Federico Frusciante per un incontro sul cinema e la critica, con Francesco Alò, all’Istituto Cine-TV Roberto Rossellini. In un pomeriggio di pioggia battente e di treni Livorno-Roma ritardatari, l’anima punk di Frusciante ci ha travolti: l’incontenibile voglia di raccontare, le discussioni esplosive con Alò, il suo modo di fare critica, spudorato e senza freni, che prendeva vita sotto un grande schermo bianco.
Negli ultimi anni proprio Federico Frusciante e Francesco Alò sono stati protagonisti del progetto Criticoni, fondato dai due insieme a Mattia Ferrari e Davide Marra. Dal suo negozio di noleggio, Videodrome, chiuso nel 2022, Frusciante aveva iniziato a portare la sua passione e il suo modo di parlare di film nel luogo stesso dei film: la sala cinematografica.
In questi ultimi anni abbiamo scoperto che l’universo di Frusciante era troppo grande per essere limitato alla sola Via Magenta: ha straripato verso la sua amata dimensione, quella della sala cinematografica, quella dell’incontro con le persone, delle chiacchierate fino all’alba. E questo non fa che rendere la sua scomparsa un avvenimento più tragico.
Che fosse lì alle due di notte fuori da un cinema, in una monografia o in una mini recensione, Frusciante parlava di cinema come se il cinema fosse la cosa più importante del mondo: a volte, come in questo momento, è difficile pensarla in modo diverso.
Il nostro ricordo, seppur piccolo, è pieno di riconoscenza, e ci uniamo alle migliaia di anime che Frusciante è riuscito a smuovere in un abbraccio a Eleonora, tutti i suoi cari e a chi gli ha voluto e vorrà per sempre bene.








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