Secondo quanto spiegato su Chiamami Freud, l’autosabotaggio è un meccanismo psicologico attraverso cui, in modo spesso inconsapevole, mettiamo in atto comportamenti che ostacolano il nostro stesso benessere o successo. Il paradosso è che questo accade proprio quando le cose sembrano andare per il verso giusto.
Una delle cause principali è la bassa autostima: quando non ci sentiamo davvero “all’altezza”, il successo può generare disagio anziché soddisfazione. In questi casi emergono pensieri come “non me lo merito” o “prima o poi andrà male”, che portano a scelte o atteggiamenti che finiscono per compromettere ciò che stavamo costruendo.
Un altro fattore centrale è la paura del cambiamento. Il successo comporta nuove responsabilità, aspettative più alte e l’uscita dalla zona di comfort. Anche se desiderato, il cambiamento può attivare ansia e insicurezza, spingendo inconsciamente a tornare a una condizione conosciuta, anche se meno gratificante.
Alla base dell’autosabotaggio ci sono spesso credenze limitanti radicate nel tempo. Se una persona ha interiorizzato l’idea di non essere abbastanza capace o degna, tenderà “senza accorgersene” a confermare questa convinzione attraverso i propri comportamenti.
Il primo passo per interrompere questo schema è la consapevolezza: riconoscere i momenti in cui si attivano questi meccanismi permette di mettere in discussione i pensieri automatici e costruire un rapporto più sano con il successo e con il cambiamento. In alcuni casi, un percorso psicologico può aiutare a individuare e trasformare le dinamiche più profonde.
https://www.chiamamifreud.it/chiedi-a-freud/perché-mi-saboto-quando-le-cose-vanno-bene








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