Cronache dal Festival del Giornalismo #1

Sveglia alle 6, bus alle 9 e arrivo a Perugia alle 11.25. Ma per il Festival Internazionale del Giornalismo questo è altro.

Anche quest’anno noi di Ammazzacaffè torniamo in Umbria per raccontarvi quello che è ormai diventato un evento di grande importanza per il mondo dei media. Stavolta però, anche se in formazione ridotta, siamo arrivati di giovedì, per non perdere i primi giorni e i primi panel dell’undicesima edizione di un Festival sempre più grande e ricco di proposte.

Dopo la mattinata on the road, uno spuntino veloce e uno sguardo al programma; a mezzogiorno siamo già in Sala dei Notari per l’incontro con Firas Fayyad, il regista di “Last Men in Aleppo”, film vincitore del Gran Premio della Giuria nella categoria Documentari al Sundance Film Festival 2017. La pellicola racconta la storia di due Caschi Bianchi, i volontari che salvano centinaia di vite in Siria. Il regista ha approfondito la questione della lotta fra ribelli e stato siriano, ribadendo il grande bisogno di raccontare quello che sta accadendo in Siria e la sua esperienza di prigionia nel 2008.

Subito dopo siamo corsi verso l’Hotel Brufani, il quartier generale del festival, più precisamente nella Sala dei Priori, per un panel sulla libertà d’espressione ai tempi dei social network, tenuto da due avvocati penalisti, Carlo Blengino e Monica Senor. La discussione è partita dalla polemica suscitata dal tweet del Presidente della Camera Laura Boldrini condiviso in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, che mostrava alcuni dei commenti che riceve su Facebook. Poi, attraverso altri esempi di cronaca, l’incontro si è spostato sulla questione del confine fra diffamazione e libertà d’espressione, una linea molto sottile ma importante per la stabilità politica di uno Stato. Al termine del panel abbiamo avuto anche modo di intervistare uno dei due protagonisti, Carlo Blengino. Presto pubblicheremo l’intervista qui sul blog.

Già abbastanza stanchi tentiamo di entrare a un altro incontro sul rapporto fra Trump e giornalismo, ma la fila è lunga decine di metri e siamo costretti a rinunciare. Domattina saremo più riposati e pronti a raccontarvi un’altra giornata con nuovi panel, nuovi argomenti e nuovi protagonisti.

Lascia un commento