Tempo e lezioni

voto

10 giugno 1976
Lezione di letteratura, tenuta dalla professoressa Simona De Martino, in una scuola superiore romana.
– Ragazzi tra qualche mese ci saranno le elezioni comunali a Roma, voi siete ormai quasi tutti maggiorenni, vi siete fatti un’idea sui candidati? Avete visto i loro programmi elettorali?
– La politica fa schifo professoressa! Tanto vincono sempre i democristiani…

– No, quest’anno no!
– Calma ragazzi, parlate uno alla volta.
– Questa volta il P.C.I. sta andando alla grande!
– Comunista!
– Fascista! Mi fai schifo!
– Silenzio! Ora basta! Dovete rispettare le opinioni degli altri!
– Io con i comunisti non ci parlo.
– Non ci parli perché non ti conviene!
9 agosto 1976
Giulio Carlo Argan, docente di italiano, critico d’arte ed esponente del P.C.I. diventa il primo sindaco non democristiano di Roma.
30 maggio 2016
Lezione di letteratura, tenuta dalla professoressa Giulia De Martino, in una scuola superiore romana.
– Ragazzi, lo sapete che domenica 5 giugno si voterà per il nuovo sindaco di Roma? Per molti di voi sarà la prima volta alle urne, vi siete fatti un idea della situazione?
Nessuna risposta…
– Mettete via quei cellulari!
– Ma che vole questa?!
– Come ti permetti di rivolgerti in questo modo a un docente?
– Me fai vedè er villaggio de Clash Of Clans?
– Ma quale villaggio, smettetela!
– Avete visto la Roma, ieri? Sti rubbentini fanno proprio schifo!
– Nun te preoccupà, mo che è tornato Spalletti non fanno più nemmeno un gol!
– Adesso basta!
– Aho, ma se vole sta zitta questa?
– Ho capito, vado a chiamare la preside.
28 aprile 2056
Lezione di letteratura tenuta dalla professoressa Giulia De Martino in una scuola superiore romana.
– Ragazzi, oggi parliamo di politica!
– Cosa? Professoressa, cos’è la politica?
– Tanto tempo fa, quando le persone non erano ancora totalmente dipendenti dalla tecnologia, nelle città si eleggeva un sindaco, scelto dai cittadini tra vari candidati. Questi candidati erano comunemente chiamati ‘politici’ e avevano il ruolo di decidere cosa fare e cosa non fare per migliorare la qualità della vita dei cittadini.
– Prof, cosa sono i cittadini?
– I cittadini erano gli abitanti di città e paesi e avevano dei diritti e dei doveri.
– Bello! E perché oggi non è più così?
– Eh, ragazzi, sono stati i vostri genitori… hanno sottovalutato l’importanza del voto e poi, quando hanno eletto come presidente quel rapper, hanno perso tutti i loro diritti e di conseguenza sono stati negati anche a voi. Ma la colpa è soprattutto dei vostri nonni, che non sono riusciti a trasmettere ai vostri genitori quei valori in cui i vostri bisnonni, che hanno lottato per liberarci dalla dittatura fascista, credevano. Tutto senza curarsi delle conseguenze. Si sono semplicemente dimenticati cosa significa ‘democrazia’.
– Che peccato, prof. Mi sarebbe piaciuto poter esprimere le mie idee. Ne ho tante, sa?
– Già, è davvero un peccato

Matteo Perrone

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