“Ho un messaggio per l’ICE: levatevi dal ca**o da Minneapolis. Non vi vogliamo qui. È colpa vostra” Queste sono le parole dette dal sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, sulla morte di Nicole Good del 7 gennaio 2026.
Ma cos’è successo?
Renee Nicole Good si chiamava la donna di 37 anni uccisa dall’ICE (Immigration and Customs Enforcement) a Minneapolis. La donna è stata uccisa dall’agente Jonathan Ross e la scena è stata ripresa con i telefoni da molti passanti. Il 6 gennaio sono stati mandati duemila agenti nell’area metropolitana di Minneapolis-Saint Paul che da tempo è nel mirino dell’amministrazione Trump, per la presenza di una grande comunità di immigrati; le persone hanno descritto questi giorni come terrorizzanti. Good il 7 gennaio era alla guida del suo SUV, fermo in strada, quando gli agenti dell’ICE si sono avvicinati. Il video mostra come, dopo che gli agenti hanno interagito con lei per qualche minuto, il SUV sia ripartito mentre l’agente Ross ha sparato tre volte da davanti, uccidendola.

Renee Nicole Good negli ultimi istanti di vita ripresa dalla bodycam dell’agende dell’ICE
Chi era Renee Nicole Good?
“Renee era una delle persone più gentili che abbia mai conosciuto” sono le parole della madre, Donna Ganger, che ha riferito il Minnesota Star Tribune citandola. La madre continua con la sua descrizione di Renee: “Era estremamente compassionevole”, “Si è presa cura degli altri per tutta la vita”, “Era amorevole, comprensiva e affettuosa. Era una persona straordinaria”.
Queste parole rappresentano perfettamente Renee, una donna statunitense nata in Colorado, madre di tre bambini: una figlia e un figlio di 15 e 12 anni, nati dal primo matrimonio, e un bambino di 6 anni, nato dal secondo matrimonio il cui padre è morto nel 2023.
Ma quindi cos’è l’ICE?
L’Immigration and Customs Enforcement (ICE) è un’agenzia federale statunitense che dipende dal Dipartimento di Sicurezza Interna incaricata di far rispettare le leggi sull’immigrazione all’interno del Paese. Nasce nel 2003 dopo gli attentati dell’11 settembre tra una fusione di diverse unità: unità investigative del servizio doganale e quello per l’immigrazione; l’agenzia fa parte del Department of Homeland Security.
L’agenzia è divisa in due rami principali:
- Enforcement and Removal Operations (ERO): Gestisce l’identificazione, l’arresto e, attraverso una rete di centri di detenzione civile, la deportazione di persone senza documenti. Queste strutture ospitano attualmente oltre 41mila persone.
- Homeland Security Investigations (HSI): Tratta di essere umani e terrorismo, occupandosi di crimini transnazionali, tra cui traffico di armi e droga.
L’ICE ha registrato 32.809 arresti nei primi 50 giorni del nuovo mandato sotto l’amministrazione di Trump, che contrasta con i 33.242 arresti del 2024 sotto l’amministrazione di Biden. A coordinare le operazioni è Stephen Miller, consigliere senior per le politiche migratorie, che ha attuato un sistema di quote che prevede un obiettivo di 3mila arresti giornalieri. Se i singoli uffici ICE non raggiungessero il target fissato (che viene monitorato tramite valutazioni mensili) c’è la possibilità di sostituire i dirigenti.
Nel 2025 c’è stato un cambio delle procedure operative, le quali hanno rimosso le limitazioni che in precedenza impedivano gli arresti in determinate aree considerate fino a poco tempo fa “aree sensibili”, come scuole, ospedali e luoghi di culto.
-Olivia Monti








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