24 fotogrammi – Beyond the Star Wars

In questo articolo esaminerò tre elementi fondamentali della saga cinematografica di “Star Wars”, creata nel 1977 da George Lucas. Per quanto l’intera saga abbia ormai assunto un target di puro intrattenimento, è facile evidenziare (specie nella trilogia prequel) moltissimi elementi che dimostrano la celata esigenza di Lucas di creare figure, eventi e atmosfere dotati di un enorme impatto comunicativo. L’articolo tenterà di dare risalto a questi elementi e far risplendere corrispondenze che trattengono con la cultura, con la scienza occulta, con le filosofie orientali e soprattutto con la normale vita di tutti i giorni.

1 – Paura, odio, rabbia: Anatomia del Lato Oscuro

Chi è veramente Darth Vader, o meglio, chi è l’Anakin Skywalker che rinnega sé stesso dietro quella nera corazza e quel respiro pronto a raggelare chiunque? Lasciandosi catturare dal susseguirsi degli eventi dei vari film della serie, è facile rimanere in soggezione di fronte a un villain tanto potente e tiranno. Tuttavia ci si dimentica che dietro quella corazza si cela un corpo martoriato, amputato, privato di ciò che voleva realmente ottenere.

Come biasimare l’ancora giovane apprendista di Obi-Wan nella spavalderia di vendicare la morte della madre, nell’intento di voler salvare la sua amata o nel bisogno di distaccarsi dall’Ordine Jedi così limitante e dogmatico? Nelle conseguenze di questi suoi intenti o nell’impossibilità di realizzarli nasce la frustrazione, l’accumulo di un’angoscia impossibile da superare, almeno per la propria mente… se non con l’intervento di un potere più grande, di una Forza sfruttata non attraverso la determinazione e l’autocontrollo, bensì, mediante lo sfogo di un’ira manifestata così ciecamente da risultare più difficile da controllare, sia per chi la attua, sia per chi la riceve.

Stabilito ciò, è chiaro che Darth Vader non è che la marionetta di un’entità, incarnata dall’Imperatore Palpatine, che compie il male per il semplice piacere di compierlo, che accumula il Potere per il piacere di esercitarlo, mascherandolo per di più come mezzo finalizzato al mantenimento dell’ordine sociale. Ma quest’entità, non potendosi reggere da sola, ha bisogno di vampirizzare le debolezze psicologiche altrui. Palpatine converte la paura di Anakin nell’irrazionale e traboccante sfogo dell’ira da essa generato. Tuttavia l’ingenuità nella scelta del Lato Oscuro sta nell’illudersi che attraverso la rabbia, attraverso il potere supremo si possa sfuggire alle proprie paure… tuttavia è proprio cercando di evitarle che andiamo maggiormente incontro alla loro realizzazione: ci si domanderà infatti… dov’è Padme? 

2 – Trascendere la minaccia: cos’è la Forza?

Spesso schiacciata dallo scopo, a tratti traboccante e imposto dalla produzione, di voler intrattenere un pubblico medio, la filosofia Jedi alla base dell’universo di Lucas non differisce affatto da alcuni princìpi di certe filosofie o religioni orientali, come il Tao o lo Zen. La “Forza” all’interno di Star Wars non è il solito elemento fantasy/fantascientifico come il teletrasporto in “Star Trek”, il viaggio nel tempo in “Ritorno al Futuro” o la magia in “Harry Potter”. Lucas non tenta avidamente di dare una forma dettagliata all’elemento inverosimile, come spesso accade nei film hollywoodiani. E sono gli stessi personaggi di “Star Wars” a non affidare alla Forza una forma concreta, a non tentare scrupolosamente di toccarla con mano; sta di fatto che essa è accessibile a pochi e solo dopo un lungo e paziente addestramento. 

Tuttavia questa Forza viene percepita, scorre nelle proprie vene, è tutto ciò che regola e crea l’universo, dunque tutto ciò che ci sovrasta. La Forza nell’universo di Lucas trattiene non poche corrispondenze con quelle vibrazioni che in certe pratiche spirituali si impara a sentire… e non comprendere! Può tranquillamente essere un altro compromesso linguistico per riconoscere ciò che nelle scienze filosofiche viene definito Antimateria o Etere, ovvero tutto ciò che sfugge alle classiche leggi fisiche, ciò che va oltre la portata della limitante visione razionale. In “Una nuova speranza” (1977) Obi-Wan, per insegnare a Luke come schivare i colpi di pistola con la Lightsaber, gli fa coprire gli occhi; poiché essi spesso ingannano, ci lasciano facilmente attingere alla memoria, all’ego, al fluire di emozioni incontrollabili mischiate al modo razionale di vedere le cose.

Quando si vuole raggiungere un obiettivo, difatti, ciò che maggiormente ci ostacola è l’avvento delle emozioni, in primis della paura, che contrasta l’autocontrollo. Se mente e corpo si trovano in uno stato di beatitudine si può riuscire a trascendere perfino il terrore di fronte a una minaccia incombente. 

3 – Disimpara ciò che hai imparato: La figura del maestro

I maestri spirituali che davvero illuminano, senza cadere in presuntuosi dogmatismi, sono coloro che, più che insegnare, tramandano il loro sapere: conducono il loro apprendista a scoprirlo gradualmente, attraverso esercizi che smascherano la falsa personalità, rendendoci infine liberi dai condizionamenti esterni. In questo senso, il maestro Yoda è colui che raggiunge la padronanza dell’uso consapevole della Forza e del come tramandarla al prossimo. 

Come possiamo vedere nell’addestramento di Luke in “L’impero colpisce ancora” (1980), uno dei traguardi di consapevolezza più difficile da raggiungere è il trascendere il concetto di grande e piccolo: il maestro quindi non deve trasmetterci nuove nozioni, piuttosto deve condurci a dimenticare quelle che già abbiamo appreso. L’idea che il più grande schiaccia il più piccolo non è che una finta immagine generata dall’ego, sia di chi eleva il proprio sia di chi rimane in soggezione di fronte a quello del prossimo. Non si è più grandi, né si è più piccoli, non si è più deboli, né si è più forti, non si è capaci, né si è incapaci: semmai si può credere o non credere in qualcosa. Poiché la visualizzazione di un obiettivo, di una volontà di potenza, come la definiva Nietzsche, all’interno di una mente fresca, libera e incondizionata dai concetti generati dalle apparenze, ci porta a varcare l’illimitato. 

Ecco perché Yoda è il più grande esempio per colui che vuole diventare Jedi, poiché nel suo apparente carattere infimo, goffo, quasi buffo, si cela un’estesissima volontà di trascendere i limiti della realtà fenomenica. Luke non fallisce nel far tornare a galla la sua navicella con la telecinesi perché è meno saggio o perché ha meno esperienza di Yoda, ma perché non ci ha creduto abbastanza. Il maestro è dunque colui che bastonandoci e accogliendoci, rompe progressivamente le barriere limitanti della personalità e delle false convinzioni provenienti dal mondo materiale. E, infine, quando egli evapora dal suo corpo ci viene fornito il suo più grande insegnamento.

Lascia un commento