Di MAMMA ce n’è una sola.

Un giorno di festa su 365 di lavoro.

“Di mamma ce n’è una sola” … Alzi la mano chi non ne può più di sentire sempre la solita frase, detta senza pensare davvero al significato che le si cela dietro…  Sì, so che nessuno di voi ha la mano abbassata. 

Quanti pensano che la festa della mamma sia un ottimo modo per mostrare quanto le siate riconoscenti? E, soprattutto, quanti di voi realmente, dopo quel fatidico giorno, smettono quasi di considerarla? Non sentitevi in colpa, non siete i soli.

Prima, però, vi chiedo: sapete come nasce la festa della mamma? 

In Italia l’origine della storia della mamma risale al 1933, durante il fascismo, quando il 24 dicembre venne introdotta la “Giornata Nazionale della Madre e del Fanciullo” con l’unico scopo di fare propaganda. Tuttavia, è solo negli anni ’50 che le mamme iniziano a celebrarsi nel mese di maggio, quando il senatore di Bordighera ebbe l’idea di presentare al Senato un disegno di legge per istituzionalizzare la festa della mamma. Precedentemente, il parroco di Assisi aveva deciso di festeggiare la mamma dando all’evento un valore fortemente cristiano. Alla base di tale scelta vi era la ferma volontà di riuscire a creare una forma di comunicazione tra culture diverse, incentivando sempre più il dialogo tra mamme e figli. Anche se l’approvazione della legge a favore della festa provocò una vera e propria polemica in Senato, alla gente comune piacque così tanto che immediatamente si diffuse non solo in tutta Italia, ma anche nel mondo intero.

Nel corso della storia, però, la festività della seconda domenica di maggio si è tramutata in una sorta di pretesto; la sola occasione per la maggior parte degli italiani di trovare mille e più modi per ringraziare l’unica vera donna della loro vita. Ciò che invece spesso dovremmo chiederci tutti è: ci serve seriamente una festa, per capire quanto ogni mamma giochi un ruolo fondamentale nella vita di ognuno? La risposta è no. 

Non è una festa a determinare quanto importante sia il ruolo della mamma, perché la verità è che la nostra vita non esisterebbe senza di lei, letteralmente. È stata lei a metterci al mondo, a proteggerci da ogni male, e, nel mio caso, è stata lei che ogni notte si scomodava a dormire con me sul divano, quando pensavo di non riuscire ad addormentarmi; ma soprattutto, è grazie a lei e ai papà che oggi siamo ciò che siamo.Quindi, non basterebbe tutta una vita, men che meno una giornata dedicata a lei, per ringraziarla come si deve.

L’etimologia della parola “mamma” sembra derivi semplicemente dalla ripetizione della sillaba “ma”, una delle prime che il neonato impara a pronunciare. Ma in realtà è molto di più. Una mamma è anche un’amica, una spalla su cui piangere, quella persona che lavora gratuitamente ventiquattr’ore su ventiquattro per far sì che abbiamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno, dal cibo a una semplice coperta o ai vestiti che indossiamo tutti i giorni. Un metal detector che, per quanto inquietante, sa esattamente come vi sentite e dove vi trovate in ogni preciso istante, perché vi conosce come le sue tasche. Lei è, come si suol dire ora, “multitasking”, perché in grado di educare, istruire, amare i propri figli e contemporaneamente svolgere mansioni e ricoprire ruoli che la portano lontano da casa. 

E secondo me lei non ha la benché minima idea di quanto importante sia, solo perché non le viene ricordato abbastanza. Inoltre, questo potrebbe generare un profondo senso di colpa per la sensazione di non essere e fare abbastanza per i propri figli, autocolpevolizzandosi, quando in realtà la colpa non è altro che nostra. 

La festa della mamma non dovrebbe essere che l’ennesima occasione e non l’unica per noi di dimostrare quanto siamo grati della vita meravigliosa che nostra mamma ci ha donato.

Però ringrazio questa ricorrenza, perché mi ha permesso di capire che ogni giorno è la festa della mamma, e sta solo a noi decidere se renderlo tale o meno.

Soprattutto in età adolescenziale, molti di noi la riterranno solo una rompiscatole, una persona che non ci capisce e che fa di tutto per ostacolarvi, quando in realtà il suo intento è un altro. Di conseguenza, non diamo mai tanto peso alle cose che fa per noi, le riteniamo “normali” perché pensiamo che quello sia ciò che ogni madre debba fare per i suoi figli, un semplice dovere che lei è obbligata a compiere nel momento in cui diventa mamma; ma in realtà non stiamo mai a pensare a quello che lei prova veramente, per quanto le sia difficile badare non solo alla sua vita ma anche alla nostra, dato che ci ama più di ogni altra cosa e farebbe tutto per noi. 

Personalmente, mi sento una persona meschina, che purtroppo non le dice mai quel “grazie” di cui avrebbe bisogno ogni secondo. Non l’abbraccia mai, non le da troppe attenzioni, o non le risponde mai nel modo rispettoso e gentile, come meriterebbe. 

Certo, ci potranno essere momenti in cui penso di non sopportarla, ma è solo perché non mi rendo conto del fatto che tutte le cose che fa, le fa solo perché  mi ama e vuole cercare di aiutarmi, ma soprattutto, vuole prendere parte alla vita della persona che ama di più al mondo. Ma la cosa peggiore è che dovrei smetterla di rendermene conto sempre quando è ormai troppo tardi. Perché, ogni volta che ci penso, capisco che ogni secondo con lei è prezioso, particolare o meno che sia: solo quando un giorno non ci sarà più, capirò quanto era importante. Poiché si sa, si capisce il valore di una persona solo quando la si perde. 

Non so se capiti spesso anche a voi, ma io e mia mamma abbiamo un nostro modo di comunicare: attraverso urla e litigi. Veramente, non passa un giorno, in cui non ci sia una battuta, che io, col mio caratteraccio, interpreto sempre come critica, finendo sempre per arrabbiarmi e trattarla come uno zerbino. Dall’altra parte, penso semplicemente che questo sia un nostro modo di dimostrarci che ci amiamo, e che abbiamo spesso idee diverse, che però esprimiamo in maniera sbagliata. Urlarci addosso è soltanto il nostro modo di comunicare, anche se penso che ogni tanto dirsi un “ti voglio bene” sarebbe meglio. 

Per questo sto scrivendo questo articolo. Per far capire che chi ha la mamma è ricco e non lo sa; chi ha la mamma è felice e non lo apprezza. Quindi smettiamola di festeggiare un giorno solo e iniziamo a fare di tutto per dimostrare a nostra madre ciò che realmente fa per noi, ogni singolo giorno.

Mamma, Mother, Mutter, Mamà.. in qualsiasi lingua questa parola venga pronunciata, sarà sempre sinonimo di “casa”.

 

PS: vorrei fare una dedica speciale alla donna che ha reso la mia vita incredibile, dal giorno in cui mi ha messo al mondo, senza la quale non sarei niente oggi. 

Purtroppo, non posso prometterti che andremo sempre d’accordo, però posso giurarti che ti vorrò bene fino alla fine. Grazie, mamma, semplicemente grazie.

“E ogni volta che non c’entro. 

Ogni volta che non sono stato

Ogni volta che non guardo in faccia a niente

E ogni volta che dopo piango

Ogni volta che rimango

Con la testa tra le mani

E rimando tutto a domani”

– la tua canzone preferita <3 

Manfrini Sofia

foto di Daria Shevtsova

Lascia un commento