Cronache dal Festival del Giornalismo #2

Anche venerdì e sabato, le giornate più dense e frenetiche del Festival, sono andate. Ma prima di iniziare l’ultima giornata abbiamo un sacco di cose da raccontarvi.

Venerdì inizia con un incontro molto interessante tra Lucia Annunziata e Cameron Barr, direttore editoriale del Washington Post. Si è parlato ovviamente di Trump, ma soprattutto del nuovo ruolo che sta assumendo l’informazione e di come i giornali dovranno riguadagnare la fiducia delle persone. Subito dopo, sempre in Sala dei Notari, è il turno dell’incontro fra Mario Calabresi, direttore di Repubblica, e Craig Newmark, fondatore di Craigslist. Ma prima che l’evento finisca corriamo verso il prossimo panel, “Classe dirigente cercasi”, moderato da Marianna Aprile del settimanale Oggi e con ospiti Marco Damilano, Sergio Rizzo, Alessandra Sardoni e Sofia Ventura. Il dibattito è partito dalla questione G8 di Genova, che Alessandra Sardoni, nel suo libro “Irresponsabili”, considera le fondamenta del declino della classe dirigente italiana. Un declino rappresentato perfettamente dall’allora ministro dell’interno Claudio Scajola, che negli anni ha saputo sopravvivere nonostante avesse dimostrato in diverse occasioni, una fra tutte proprio il G8 di Genova, la propria inadeguatezza politica.
Chiudiamo la giornata con un panel più leggero, quello di Lercio, presentato da quattro membri della redazione, che hanno saputo divertire il pubblico, ma anche raccontare in maniera lucida il rapporto tra la satira e bufale. E su questo abbiamo una sorpresa…

Stanchi e assonnati, riscendiamo le vie di Perugia per ricaricare le energie ed essere pronti per la giornata di sabato.

Di nuovo sveglia presto e subito a vedere il panel con ospiti Nando Pagnoncelli, Ben Page e Paola Tommasi moderato da Dino Amenduni dedicato ai sondaggi, ultimamente al centro dell’attenzione per le previsione errate di Brexit ed elezioni USA. Poi di corsa verso l’incontro con Carlo Lucarelli in Sala dei Notari, dedicato alla letteratura noir e ai segreti d’Italia, che da anni l’autore racconta in tv e in radio. Pranzo al volo e sempre in Sala dei Notari con Mario Calabresi e Mark Thompson, CEO del New York Times. Ma non c’è tempo neanche per riuscire a vedere tutto lo stimolante scambio fra i due giornalisti che dobbiamo scappare per metterci in fila per un evento che non possiamo perdere.

Ogni edizione del Festival ha i suoi momenti migliori, e più si va avanti con gli anni e più diventa difficile scegliere il panel più interessante e gli speaker più originali. Ma nonostante manchino ancora i panel di domenica, possiamo considerare l’evento dedicato a Giulio Regeni il momento più alto di quest’edizione del Festival. Sabato sera, una Sala dei Notari stracolma ha accolto con un lungo applauso Paola e Claudio Regeni, i genitori di Giulio, accompagnati dal loro legale Alessandra Ballerini, che li ha seguiti negli ultimi lunghissimi 17 mesi. Insieme a loro c’erano Carlo Bonini e Giuliano Foschini di Repubblica e Alexander Stille giornalista del Guardian.
Noi siamo entrati per il rotto della cuffia e abbiamo trovato posto infondo alla Sala, molto laterali ma vicinissimi al palco. Abbiamo ascoltato le parole di Paola Regeni e abbiamo sentito tutta la sua forza e tutta la sua voglia di verità. La madre di Giulio ha anche ringraziato la stampa, che in questi mesi ha tenuto alta l’attenzione su quello che Carlo Bonini definisce senza mezze misure un assassinio. L’obiettivo sarà trovare tutta la verità e non solo dei pezzi di verità; quella che il governo egiziano nasconde da mesi rivelando tutta la sua colpevolezza.

Con questo panel si conclude anche il nostro sabato dal Festival del Giornalismo. Anche perché è bastata un’occhiata veloce alla fila per entrare all’evento di Gazebo per farci venir voglia di tornare a casa.

 

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