Sogno di un paese immaginario

Un signore è appena entrato nel palazzo. Timbra il suo badge, sale in ufficio, posa la ventiquattrore e scende. Prima di uscire ripassa alla macchina dei badge, si ferma un attimo e timbra l’entrata di altri tre colleghi. Si volta, esce dal palazzo e si avvia verso il bar all’angolo. Accanto al bar c’è una piccola filiale bancaria: una signora anziana entra nella sala d’aspetto, tutte le sedute sono occupate, alcune anche da qualche giovane ragazzo, nessuno si alza. La signora aspetta il suo turno in silenzio, in piedi, davanti alla porta. Intanto al bar i quattro “imprenditori” badgati si occupano della propria colazione, condita da qualche ora di futili chiacchiere su calcio, motori e donne.

Poco più avanti, sulla strada, un piccolo negozio a conduzione familiare. Entrano degli ispettori per i soliti controlli: i conti, le carte da bollo dei prodotti, la taratura delle bilance…. Dopo qualche minuto escono, ognuno con due buste piene di prodotti, nulla è stato ispezionato, se non la buona fede del negoziante. Nel frattempo, al terzo piano l’elettricista ha appena finito il suo lavoro. Sono 90€ con lo sconto, se vuole la fattura 120€. Sì, lo “sconto” era la fattura. L’uomo scende le scale contando i suoi 90 denari. La signora ha risparmiato e lui ha guadagnato.

Attraversata la strada un ragazzo è alla fermata del bus che aspetta, accanto a lui c’è una donna incinta con due bambini. Si accende una sigaretta. Arriva il bus. Getta la sigaretta a terra. Sono sopra, il bus è pieno, l’aria non funziona e finestrini sono rotti. Durante tutto il viaggio i bambini non parlano, ipnotizzati dai loro telefoni di ultima generazione. Arrivano al capolinea, a due passi da lì ci sono i palazzi del potere.
C’è un uomo che presentata una proposta di legge, e altri che la votano, che permette di bypassare l’organo anticorruzione dalle procedure degli appalti, un piccolo favore che doveva a vecchi amici. Nella stanza accanto un grosso imprenditore straniero venuto in città per costruire e un funzionario pubblico addetto a erogare le concessioni parlano. Dopo qualche contrattazione si accordano sulle concessioni e sulla “parcella” del funzionario.
Nel palazzo di fronte una grossa multinazionale, all’ultimo piano ci sono i dirigenti. Nella stanza più lontana da quella del capo c’è Maria, dirigente anche lei, lavora lì da tanto e fattura più di Mario, anche lui dirigente, con l’ufficio più grande e più vicino a quello del capo. Ovviamente Maria prende meno di Mario, solo perchè è Maria e non è Mario.

Sul litorale, mentre una coppia passeggia, lei bellissima, lui imbranato, gli stabilimenti fanno da padroni, lasciando ogni tanto qualche metro di spiaggia libera. C’è il tramonto e una leggera brezza che li accompagna, lo scenario è ideale. Passeggiando passano davanti a un bar da cui si sentono commentare le notizie odierne: “Hai sentito, hanno violentato la figlia del fioraio”. “Che ti aspetti, hai visto come va in giro, se l’è cercata”. “Hai visto la nazionale femminile”. “ E che quello lo chiami calcio, si sa che le donne non…”. “Hai sentito la novità? Pare che il figlio del fornaio si sia fidanzato”.“Ma veramente, che bella notizia”.“…con un uomo!!!”, “Oh signore, ma dove finiremo, se lo sapesse Don Mario”. “No, ti prego non parliamo di chiesa”…

Nel cuore della città una piccola associazione, appassionata di cinema, si prodiga per organizzare serate che abbiano al centro la cultura. Due degli organizzatori vengono picchiati perché antifascisti. Nessuno si muove, d’altronde chi tanto parla di sicurezza molto spesso non la vuole.

“Matteo, Matteo svegliati dobbiamo andare sono le 19.30, ci siamo abbronzati abbastanza per oggi”. “Sì, amore stavo sognando ma più che un sogno sembrava un incubo”.

Matteo Cacciotti

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