Il Principe del XXI secolo

Niccolò Machiavelli (1469 – 1527) fu un amante della letteratura e segretario della cancelleria fiorentina. Nell’arco della sua vita, si è sempre dedicato alla politica, che riteneva essere un’arte difficile. Quest’ultima, anche ai giorni d’oggi, è soggetta a incontrare molti ostacoli, tra cui la severità delle cose, la variazione dei tempi e la natura malvagia dell’uomo.

Machiavelli fu l’inventore della politica come scienza staccata dalla morale. Proprio per questo motivo non gli si può attribuire la frase “il fine giustifica i mezzi”, come avvenne in passato. Si tratta di un concetto opposto al suo pensiero poiché il verbo “giustificare” comporta, di conseguenza, la morale stessa. Questa affermazione non si trova scritta né nel “Principe” né in altre sue opere, ma è possibile trovare una frase che esprima in maniera differente questo concetto: E nelle azioni di tutti li uomini, e massime de’ Principi, dove non è di iudizio a chi reclamare, si guarda al fine. Facci adunque un Principe conto di vincere e mantenere lo Stato: è mezzi sempre fieno iudicati onorevoli e da ciascuno saranno laudati” (“De Principatibus”, capitolo XVIII). 

Qui, ciò che Machiavelli esprime può apparire sovrapponibile a livello concettuale. Leggendo con attenzione si capisce che l’autore non giustifica i mezzi a qualunque costo, ma, per il bene dello Stato, sono ammesse azioni che secondo l’etica comune sarebbero errate. 

Il pensiero del letterato fiorentino non venne totalmente compreso,  poiché  troppo d’avanguardia rispetto al tempo in cui è stato scritto. Per questo, il trattato “De principatibus”, una delle sue opere più celebri, può essere fonte d’ispirazione per i politici moderni. 

La pandemia è un esempio di evento recente e imprevedibile, che ha stravolto la nostra vita e colto di sprovvista i piani dei politici. Per affrontare questa ardua situazione, il Principe, secondo Machiavelli, avrebbe dovuto sfoderare le proprie virtù per poter contrastare la Fortuna a lui avversa: modus operandi, questo, adottato dall’ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha saputo guardare in faccia la  realtà, istituendo un lockdown in tutto il paese. Grazie alla carica politica che ha rivestito, è riuscito a imporsi tempestivamente, evitando una sorte peggiore al nostro paese. 

Non è stato affatto facile prendere un tale provvedimento, ma, come ci insegna Machiavelli, le azioni compiute dal Principe sono sempre state rivolte al bene dello Stato e all’utilità dei suoi sudditi. Come in tutti i casi questa decisione non ha raggiunto l’unanimità dei cittadini italiani. Per esempio, coloro che possedevano un’attività propria hanno preso parte a manifestazioni pacifiche per contrastare le regole imposte dallo Stato. Machiavelli aveva proprio ragione! Il Principe deve conoscere la natura umana dei sudditi su cui governa. 

Una decisione fortemente criticata è stata quella di riaprire le regioni e le frontiere in vista dell’estate: ciò ha portato a una ripresa economica, a fronte però di un aumento considerevole dei casi. La maggior parte ha sottovalutato la circostanza, facendo prevalere la spensieratezza della “pace” estiva. Proprio per questo motivo, Machiavelli ritiene che la caratteristica fondamentale del Principe sia la lungimiranza: “Pertanto i nostri principi, che dopo un lungo possesso del loro principato lo hanno perso, non devono dar la colpa al destino, ma alla loro incapacità, perché quando le cose andavano bene non hanno mai pensato che potevano cambiare (è un difetto comune degli uomini non preoccuparsi della tempesta quando vi è la bonaccia)(“De Principatibus, capitolo XXIV).

Questo confronto con i tempi è la dimostrazione che gli insegnamenti del passato sono proponibili anche nell’attualità. Ognuno, nel suo piccolo, può aiutare a migliorare e uscire dalla situazione in cui ci ritroviamo. Affidiamoci “al nostro Principe”, anche se a volte va contro il nostro volere. Non ci scoraggiamo, troveremo la luce in fondo a questo tunnel!

Noelia Rinaldi & Margherita Pierdominici

Lascia un commento