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La storia del nuoto: dalla “caverna dei nuotatori” alla “divina”

da 3 Feb 2022Culture, In primo piano0 commenti

Carissimi lettori e lettrici, oggi voglio raccontarvi della storia di uno sport che sicuramente conoscete: il nuoto. Quest’ultimo, disse Platone, era già conosciuto presso i Greci e i Romani ed era una parte fondamentale per l’educazione. Le sue origini risalgono a settemila anni fa, quando gli archeologi hanno riportato alla luce delle pitture rupestri all’interno della famosa “Caverna dei nuotatori”, sull’altopiano libico. Quest’ultime ritraggono diversi uomini che svolgono dei movimenti fisici molto simili a quelli odierni, che prendono il nome di “stili”.  Purtroppo non possiamo sapere se si tratta di una semplice coincidenza o di una reale conoscenza, da parte loro, di questa attività. Inoltre a partire dal II millennio a.C. la storia ci ha lasciato diverse notizie scritte, tra queste troviamo l’Iliade, l’Odissea, la Bibbia, Beowulf, il Gilgamesh e molte altre che fanno riferimento al nuoto. Un altro interessante reperto che ci è giunto dall’antichità é un sigillo egiziano, che porta datazione 9000 a.C.- 4000 a.C., in cui ancora una volta vengono ritratti dei nuotatori. Le testimonianze sopra citate sono solo alcune delle numerose che vi potrei riportare, ma adesso facciamo un salto temporale in avanti…

In Europa questo sport apparve, a partire dal 1800, con il dorso. Trentatré anni dopo il tedesco Guts Muths organizzò le prime gare di nuoto e tuffi, mentre nel 1873 ci fu l’introduzione del “crawl”, comunemente conosciuto come stile libero. Proprio l’evoluzione degli stili è fondamentale, in quanto ci ha portato ad avere quelli che oggi noi conosciamo come “stili ufficiali”. Tra questi troviamo il delfino (farfalla a livello agonistico), il crawl o stile libero, il dorso e la rana. Ognuno di questi ha una propria storia. Nonostante la sua importanza presso le popolazioni passate, il nuoto non rientra nei “Giochi Olimpici Antichi”, ma lo ritroviamo a partire dalle prime “Olimpiadi Moderne” che si sono svolte ad Atene nel 1896. La prima generazione di campioni di nuoto, in senso moderno, venne rappresentata da Emilio Polli che fu campione italiano fino al 1931.

Vista la continua e crescente popolarità di questo sport, è stata creata un’associazione che regola le attività natatorie chiamata Fédération Internationale de Natation (federazione internazionale del nuoto o FINA), fondata nel 1908 a Londra durante lo svolgimento della IV Olimpiade, ma attualmente con sede a Losanna in Svizzera. Il suo compito è regolare e coordinare le attività del nuoto, del nuoto sincronizzato, della pallanuoto e dei tuffi. Questa organizzazione ha una grande importanza a livello mondiale, ne fanno parte molti paesi e tutti sono legati al motto “Water is our world”. In collaborazione con la FINA lavora la Federazione Italiana Nuoto (FIN), che controlla e organizza le medesime attività all’interno del territorio italiano. Quest’ultima nacque nel 1899 a Como, ma venne definita intorno al 1900. Il suo nome originario era “Federazione Italiana di Nuoto Rari Nantes”, in quanto la prima organizzazione di nuoto italiano aveva sede a Roma e si chiamava proprio Rari Nantes Roma. L’attuale presidente della FIN è Paolo Bardelli che, oltre a vantare una brillante carriera di nuotatore, è stato senatore e deputato della Repubblica Italiana.

Spero di non avervi annoiato con questa parte “storica” perché adesso voltiamo pagina e parliamo della “divina” o meglio conosciuta come “la stella del nuoto azzurro”. Sicuramente avrete intuito che mi sto riferendo a Federica Pellegrini, colei che ha regalato enormi successi all’Italia. Nata a Mirano il 5 agosto nel 1988, all’età di 16 anni partecipò ai “Giochi Olimpici di Atene 2004” vincendo l’argento… il primo di una lunga serie. Durante la sua carriera ha ottenuto 26 ori internazionali, 19 medaglie mondiali e ha realizzato 11 volte il record mondiale. Questi sono solo alcuni dei suoi meriti che bastano per rendere l’idea del soprannome che le è stato attribuito.

Il motivo per cui vi parlo di Federica è racchiuso in una sua frase: “Vorrei essere ricordata: il nuoto non è il calcio, i risultati tendono a rimanere meno nel tempo”. Forse è proprio vero, in Italia lo sport prediletto è il calcio, ma nessuno lo ammette, e raramente si sentirà dire: “vado a vedere una gara di nuoto”. C’è bisogno di una ventata di novità, di cambiare visione sullo sport e di aprirsi verso nuove discipline e nuovi talenti. Ed è grazie alla sua tenacia e alla sua determinazione che la nuotatrice non ha mai smesso di amare la sua passione, nonostante girasse tutto intorno a delle gare che durano un minuto e cinquanta secondi.

Ci sono molte altre curiosità che si nascondono dietro a questo sport, tra queste troviamo i suoi molteplici scopi. Come prima cosa il nuoto rende felici: nuotare attenua lo stress grazie alla produzione di una sostanza chimica chiamata endorfina. Inoltre è utile per lo svago, l’esercizio fisico, la ginnastica prenatatoria e il salvataggio.

Infine vorrei consigliarvi un libro intitolato “Il peso dell’acqua”, scritto da Gregorio Paltrinieri, un altro famoso nuotatore italiano. Al suo interno l’atleta ci fa avvicinare alla sua passione per il nuoto raccontandoci la storia nascosta dietro alla medaglia delle Olimpiadi di Rio nel 2016, una storia fatta di paure, insicurezze e timore di non vincere. Il tutto ripercorrendo la sua lunga avventura, grazie alla quale vuole insegnarci che “una medaglia ha sempre due facce e non è quella che luccica a contare di più, bensì quella nascosta”. 

Fonti: wikipedia, www.nuotounostiledivita.it, www.nuotonline.it

Nicole Cattaneo

Nicole Cattaneo

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