L’arte di non insultare le persone

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Il 10 Dicembre 1948 venne adottata dalle Nazioni Unite la Dichiarazione universale dei Diritti Umani. I Diritti in questione sostengono la dignità dell’uomo e sono inviolabili e inalienabili, ciò significa che sono indispensabili per vivere. Tuttavia non ancora in tutti gli Stati tali diritti sono regolati come legge e di conseguenza non tutelati. La loro violazione passa infatti spesso senza denuncia e condanna. Si pensi alla pena di morte, ancora in vigore in alcune Nazioni, oppure alle condizioni di vita degradanti di troppe popolazioni. Si pensi all’odio razziale, all’omofobia, al bullismo… Sì, esatto, l’omofobia così come la pena di morte è violenza. Il mondo sta compiendo passi in avanti, presto la violenza morale sarà passibile di condanna come la violenza fisica. E se un giorno anche gli insulti fossero considerati violenza? Capita molto spesso, in un mondo di invidie, di essere insultati e ricevere colpi bassi all’autostima. Così ho pensato in questa Giornata Mondiale a delle tattiche per gestire l’umiliazione e praticare, in opposizione al Grande Maestro Arthur Schopenhauer, “l’arte di non insultare le persone”:

  • “Ciò che gli altri pensano su di te è un loro problema, non tuo” 

Questa frase viene ripetuta tante, troppe volte; vorrei essere chiara però, dovresti preoccuparti di ciò che pensano le persone nei tuoi confronti solamente se sono critiche costruttive. Al contrario, quando ti limiti a non ascoltare l’altro solo perché ha un tono sbagliato finisci per mancare l’opportunità di metterti in discussione. Quindi ascolta e analizza. Se vuoi, sei libero di non rispondere e andare avanti. Non è arroganza se hai ascoltato e scoperto che quelle parole sono distruttive per te; hai il diritto di non rispondere ed essere rispettoso guardando oltre. Se c’è una cosa che mi è rimasta impressa dal mio bisnonno è una dei suoi tante frasi: “Ascolta, capisci e fai quello che vuoi”.

  • Sii consapevole che ognuno sta vivendo le proprie battaglie e lotte interiori

Ricordati che tutti dovrebbero rispettarti e tu in primo luogo dovresti rispettare gli altri. La maggior parte delle volte la mancanza di rispetto avviene per mancanza di conoscenza dello stato d’animo dell’altro. Ho scoperto recentemente un modo per scoprire cosa non va nelle relazioni con gli altri e sta in questa sorta di gioco:

  • “Quando fai ___ mi sento ___”

Ad esempio: quando alzi la voce mi sento impotente e sconvolto. Questo piccolo mantra dovrebbe inserirsi nella routine di ciascuno di noi per far capire chiaramente il nostro punto di vista. A volte si sottovalutano le cose e i sentimenti. Non sappiamo esattamente cosa pensano e provano gli altri. Questo mantra dovrebbe semplificare tutto il processo, e funziona, infatti le persone che chiariscono le cose probabilmente non discuteranno! Litigheranno per meno cose: è un grande passo avanti.

  • Rifiutare la violenza

La violenza non risolve nessun problema e, al contrario, li aumenta. Chiunque dovrebbe ripeterlo nella propria mente quando verrà il momento. Rifiutare la violenza lasciando spazio alla comunicazione è un grande passo verso il non praticarla affatto. Vorrei che questo concetto potesse essere esteso in tutto il mondo:

“Quando si tratta di dover usare la violenza, allora stai giocando al gioco del sistema. L’istituzione ti irriterà, ti tirerà la barba, ti darà un colpetto in faccia per farti litigare. Perché una volta che ti hanno reso violento, allora sanno come trattarti. L’unica cosa che non sanno come gestire è la non violenza e l’umorismo. ”  – John Lennon

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