Questo insolito Natale

Dopo 16 anni di Natale trascorso in Sardegna a casa di nonna sarà difficile quest’anno accettare di passarlo in maniera differente.

Per me e per la mia famiglia era tradizione: si partiva il 22 sera appena uscita da scuola e si passava il Natale a casa di nonna, con mio zio e l’amico storico che abitava al primo piano. Cenone della Vigilia accompagnato dalla tombola e la mattina seguente ci si alzava già con nonna all’opera per il pranzo. 

Prima di partire sono sempre stata molto felice al pensiero di rivedere nonna dopo mesi e di vivere il Natale tutti insieme. È triste non provare quest’anno la stessa sensazione.

Potevamo partire il 20 sera e tornare per l’inizio della scuola, ma abbiamo deciso che non era il caso, poichè mia nonna, a settembre, ha avuto il Covid.

Questo Natale romano sarà tutto da scoprire, sicuramente molto diverso da quelli precedenti. Ma questo non vuol dire che sarà triste. 

Penso che, quando si vive un periodo strano, si debba essere positivi, non c’è bisogno di demoralizzarsi. Ammetto, anche se mi sembra logico, che mi mancherà non essere in quindici a tavola, ma non ne faccio un dramma, poiché preferisco che le persone a me care stiano in salute. 

La cosa che mi dispiace di più è che mia nonna è molto triste per questo. Ma, come ho scritto nella lettera che le ho spedito: “Io sono una persona che crede nel destino e se il destino ha deciso di far andare le cose così, allora è stato giusto così. E poi tranquilla che dopo Capodanno verremo a trovarti e magari festeggeremo il Natale, anche se in ritardo”.

Ora aspetto di vedere cosa avrà in serbo per noi il destino per queste feste 2020.

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