Nathacha Appanah è una scrittrice e giornalista mauriziana pluripremiata e apprezzata dalla critica. Classe 1973, a ventitré anni si trasferisce in Francia per perseguire la sua carriera da giornalista. Stabilitasi prima a Lione e poi a Parigi, ha collaborato fin da subito con i periodici più importanti francesi ed emittenti radio locali. Nello stesso periodo Appanah ha anche avuto la possibilità di affermarsi come autrice letteraria; tra i suoi romanzi più celebri ci sono “Blue Bay Palace” (2003) e “Le Dernier Frère” (2007).
Nel 2025 pubblica con la casa editrice Gallimard il suo ultimo romanzo “La nuit au cœur”, in italiano “La notte nel cuore”, vincitore quest’anno del “Prix Goncourt, la scelta dell’Italia”.
In quest’ultimo romanzo, Nathacha Appanah tratta il tema della violenza domestica e del femminicidio, partendo dalla sua esperienza personale di vittima per poi soffermarsi sul caso di Chahinez Daoud, che sconvolse la Francia nel 2021, e sulla morte della cugina Emma.
Nel cercare le cause che portano un uomo a esercitare violenza sulla propria fidanzata o moglie, Nathacha Appanah fa un’analisi chiara e schiacciante: la violenza si evolve per tappe e lei vuole percorrerle tutte. La scrittrice vuole tracciare il limite oltre il quale le parole d’amore iniziano a diventare minacce, dove la carezza si trasforma in violenza. Un limite che segna il momento in cui l’uomo diventa il predatore e la donna la preda, “je me souviens avoir pensé, c’est un prédateur, c’est un animal, c’est une bête ” (“ricordo di aver pensato: è un predatore, è un animale, è una bestia”).
Ma ciò che contraddistingue questo libro è il desiderio di Appanah di raccontare le storie di Chahinez ed Emma in modo trasparente, senza lasciare spazio a nessun tipo di pregiudizio. In realtà l’intero romanzo è una protesta contro la malvagità dell’opinione pubblica e la stampa, che si sofferma troppo spesso sulla superficie dei fatti, riducendo la vittima a una notizia destinata a suscitare scalpore solo per pochi giorni, “L’éclairage des médias est infantilisant. Sa mort violente, barbare et humiliante, la réduit, en à peine quarante-huit heures, en une femme qui a vécu comme un être vulnérable”, (“La visione dei media è infantilizzante. La sua morte violenta, barbara e umiliante, la riduce, in appena quarantotto ore, a una donna che ha vissuto come un essere vulnerabile”).
Infine la critica più grande è rivolta al predatore, l’uomo violento che isola la donna, la manipola e come un animale la divora fino a farla scomparire, “mon temps et mon corps tournèrent autour de lui, ce soleil noir”, (“il mio tempo e il mio corpo girarono intorno a lui, quel sole nero”).
Con questo breve romanzo Nathacha Appanah riesce a scavare nel profondo delle storie raccontate. Il ritmo della narrazione cattura completamente il lettore, lo coinvolge al punto da avvicinarlo a Chahinez ed Emma, facendogli percepire le loro gioie e le loro sofferenze. “La nuit au cœur”, inoltre, funge da diario per l’autrice, intrappolata lei stessa per anni in una relazione violenta. Ed è proprio la sua esperienza che la incita a trattare il fenomeno del femminicidio con grande attenzione e delicatezza disarmante, al fine di rispettare Chahinez ed Emma, le loro famiglie e onorare la loro vita da figlie, sorelle, madri ma soprattutto da Donne libere, che meritano più di un misero titolo di giornale.
Julia Salustri








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