Nel corso della ventiseiesima edizione di “Atreju”, evento annuale di Fratelli d’Italia a Roma, non è passato inosservato il duro scontro tra la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e alcuni studenti universitari di Medicina. Causa della discussione il Semestre Filtro, istituito il primo settembre scorso per la facoltà di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Veterinaria, con l’obiettivo di migliorare l’accesso e la formazione dei prossimi dottori del nostro paese.
IL SEMESTRE FILTRO, DI COSA PARLIAMO?
Secondo i criteri della riforma, gli studenti universitari interessati al percorso medico hanno potuto accedere, a settembre, ai corsi di Chimica e propedeutica biochimica, Biologia e Fisica, senza ricorrere al test di ingresso standard, per poi affrontare nel corso di due appelli, il 20 novembre e il 10 dicembre, tre test sulle rispettive materie. Secondo il decreto originario, chiunque avesse totalizzato un punteggio di minimo 18/30 in ogni prova sarebbe stato ammesso ufficialmente al percorso di studi.
LA CONTESTAZIONE AD ATREJU
Un semestre di prova quindi che, seppur ritenuto vantaggioso dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) al fine di “formare 30.000 dottori nei prossimi 7 anni”, ha suscitato molti dubbi, preoccupazioni e ansie nei giovani studenti che l’hanno vissuto. E proprio l’11 dicembre, giorno seguente al secondo appello, un gruppo di studenti universitari è sceso in strada a Roma per manifestare contro la nuova riforma, sino ad arrivare alle porte di Atreju e raggiungere il luogo nel quale si stava svolgendo l’incontro organizzato con la Ministra Bernini.
“Non ce la facciamo più, non abbiamo risposte, perderemo un anno”, queste le parole dello studente del Semestre Filtro Leonardo Dimola. La Ministra ha risposto alle contestazioni citando la famosa frase dell’ex presidente del consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi: “Siete sempre e solo dei poveri comunisti”, cosa che ha suscitato un grande applauso da parte della platea e altrettanto sgomento negli studenti. Il dibattito è continuato poi vis-à-vis ai piedi del palco.
LE POLEMICHE PRECEDENTI
L’evento ha suscitato molte polemiche, mettendo ulteriormente in discussione l’efficacia del Semestre Filtro, già in precedenza criticato aspramente a seguito di denunce presentate da numerosi studenti. In particolare, nel corso del primo appello erano emerse gravi problematiche riguardo alla disorganizzazione, a errori presenti nei test e ad alcuni casi in cui più esaminati avrebbero provato a copiare, alcuni senza essere scoperti.
“Risaliremo a questi furbetti e annulleremo i loro compiti”, così la Ministra si era espressa sul seguente reclamo a novembre, negando però la possibilità dell’annullamento della prova. L’annullamento è stato respinto anche da parte della CRUI, secondo la quale il numero di irregolarità sarebbe stato marginale rispetto alla totalità dei candidati. D’altra parte, gli studenti si dicevano “pronti al ricorso collettivo”, con il sostegno dell’Unione degli Universitari (UDU).
In seguito alla contestazione ad Atreju, durante un incontro con il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU), la Ministra Bernini aveva dichiarato la propria disponibilità a modificare gli aspetti più deboli del Semestre Filtro, promettendo in particolare l’ampliamento dei tempi tra la fine dei corsi e gli appelli, per lasciare più spazio alla didattica e allo studio.
GLI ESITI DEL SEMESTRE FILTRO
L’8 gennaio scorso sono stati finalmente pubblicati i tanto attesi esiti dei due appelli. Contro ogni aspettativa, gli studenti ammessi al solo corso di Medicina e Chirurgia risultano circa 22.688, su un totale di “solo” 17.278 posti disponibili. La paura di non avere abbastanza ammessi non si è avverata, anzi, 5.000 studenti in eccesso dovranno scegliere un percorso universitario affine. Anche gli universitari che non hanno superato tutte le prove sono stati inclusi in graduatoria, ma dai dati forniti risulta che il 90% degli ammessi avrebbe totalizzato 18/30 almeno su due materie.
La Ministra Bernini si è dichiarata speranzosa e soddisfatta degli esiti, dichiarando che “I risultati a tutto corrispondono tranne che a un flop, sono molto interessanti, soprattutto in una prospettiva futura”. Nonostante la sorpresa suscitata dai risultati, l’UDU ha invece dichiarato nuovamente il proprio malcontento nei confronti della riforma, ritenendo che l’inferiorità dei posti disponibili rispetto agli studenti promossi dimostri la precarietà del sistema e la poca attenzione nei confronti di molti universitari, che saranno obbligati in questi mesi a cambiare percorso di studi in ritardo.
Nonostante le proteste e le questioni ancora irrisolte, l’immatricolazione degli studenti promossi è iniziata, e l’effettiva efficacia del sistema si vedrà nei prossimi giorni. I 30.000 studenti non ammessi, invece, avranno tempo fino al 6 marzo per iscriversi in modo tardivo ad altri corsi universitari.








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