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Recensione de “La Classe”

da 29 Nov 2018Culture0 commenti

È arrivato a teatro “La Classe”, scritto da Vincenzo Manna e diretto da Giuseppe Marini, in programmazione dal 13 al 25 novembre 2018 alla Sala Umberto. La storia è ambientata in una qualsiasi cittadina europea in crisi. Tra disagio e criminalità troviamo un Istituto Comprensivo professionale con un centro profughi a poca distanza, chiamato “Zoo”.
Nella scuola arriva un nuovo professore, Albert, che dovrà insegnare nella classe di recupero a dei ragazzi sospesi per motivi disciplinari, ai quali servono dei crediti per potersi diplomare.
Il professore, interpretato abilmente da Andrea Paolotti, rappresenta uno di quei docenti ai quali importa che i ragazzi “difficili” non si abbandonino a un destino già scritto. Differente è il pensiero del preside, interpretato da Claudio Casadio, che li considera già perduti.
All’inizio il rapporto tra alunni e professore non è dei migliori, ma le due parti riescono, dopo qualche settimana, a venirsi incontro. Albert propone di partecipare a un bando europeo con tema “I giovani e gli adolescenti vittime dell’Olocausto” e quasi tutti gli alunni si mettono a lavoro. Il progetto consiste nel documentarsi sulla sorte di alcuni rifugiati, descrivendone ragioni e sentenze.
Nel frattempo scoppiano dei disordini nella città per la fuga di molti rifugiati dello “Zoo”. Viene indetto il coprifuoco che causa la sospensione della didattica, cambiando la vita degli alunni e del professore.
Quello che vediamo è un viaggio nelle emozioni dei protagonisti, come si crea il rapporto di fiducia reciproca tra gli alunni e il professore nel corso della storia.
La scenografia dello spettacolo, composta soltanto da banchi, sedie, una cattedra, un televisore e una lavagna, descrive appieno le condizioni di una scuola poco confortevole, mentre le musiche di Paolo Coletta e la fotografia di Javer Delle Monache accompagnano lo spettatore nella storia aiutandolo a immergersi nell’atmosfera della rappresentazione.
Per quanto riguarda gli attori: tutti bravi tranne Brenno Placido, che nei panni di Nicolas ci ha lasciati un po’ perplessi a causa di un’interpretazione forse poco trascinante.
Il tema dello spettacolo di Vincenzo Manna si ricollega all’attualità e a dinamiche di integrazione sociale e razzismo che fanno parte della nostra quotidianità. Per riflettere sulle questioni sollevate da “La Classe””, dopo lo replica si è svolto un dibattito con l’attore Andrea Paolotti, Ilaria Masinara di Amnesty International e Valerio Bevacqua, volontario di Baobab.
“La Classe” è ancora in tournée in giro per l’Italia e se siete curiosi di vedere come Manna abbia trattato l’argomento, andate a vedere lo spettacolo, non ve ne pentirete!

Valentina Bruni

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