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Tre mesi fuori casa

da 2 Feb 2023Culture0 commenti

10 Giugno 2022 

Sono arrivata. Non ci credo. È il 10 Giugno, finalmente. Ah già, magari chi leggerà questo non può capire se inizio così, forse è meglio spiegare. Sono a Termini ed è arrivato il momento di andare a fare l’animatrice turistica in Calabria, per tre mesi da sola. Mi dovrò fare 6 ore di viaggio fino a Cropani, una stazione alla fine della Calabria. Saluto i miei e salgo su quel treno, quel treno per la felicità. Guardo mia madre che piange, è preoccupata. Beh, è normale, non mi vedrà per ben tre mesi. Anche mio padre ha un’espressione preoccupata, ma allo stesso tempo orgogliosa. Li saluto dal finestrino e parto, Sirio (il villaggio che mi hanno assegnato) sto arrivando! Magari vi starete chiedendo…come sto? Bene, emozionata, un po’ preoccupata, ma quello è normale. Vado a lavorare con persone che non conosco e dovrò vivere con loro, mangiare e condividere tutto.

Sono in viaggio e penso a come ho cominciato questa avventura: la prima cosa a cui penso effettivamente è successa ad Agosto 2021, nel villaggio Sirio – coincidenze? Beh io non credo – in cui soggiornavo come ospite. Lì con lo Junior club abbiamo fatto l’animation day, animatori per un giorno. Io ho fatto ovviamente mini-club e lì ho conosciuto la persona che mi ha convinta al 100% a fare l’animatrice e per questo non smetterò mai di ringraziarla. Alla fine della vacanza, mi sono fatta dare il numero dall’agenzia.

Tornata dalle vacanze a Settembre mando il curriculum immediatamente. A Febbraio, mi richiamano e mi fanno fare un academy online. Da lì è iniziato il mio percorso di formazione come animatrice. Sono stati cinque giorni di spiegazioni su una tipica giornata d’animazione, su com’è fare l’animatore, pro e contro, sul contatto (portare la gente a fare attività e soprattutto farsi amare dagli ospiti), i tornei sportivi, lezioni sul mini-club e infine cose burocratiche dell’agenzia.

Dopo i miei 18 anni parto per Paestum per un academy in presenza. Sono stati tre giorni bellissimi, ma la parte migliore è stato il colloquio, quando mi hanno detto che sarei partita per lavorare nel villaggio in cui ho deciso di fare l’animatrice. Per il resto dei mesi ho aspettato con ansia l’estate.

Mi guardo intorno. A forza di pensare, sono arrivata. In quel luogo, in una nuova avventura da vivere. Scendo dal treno, mi guardo intorno e piove. Vedo arrivare il mio capo equipe. Dopo 10 minuti arriviamo, vedo i miei futuri colleghi. La mia responsabile mini-club mi porta nella nostra stanza, mentre parliamo noto subito una bellissima sintonia. Ci aspettano due giorni di prove, tra sigla e baby dance.

12 Giugno

Arriva il giorno dell’apertura. Sta per iniziare tutto. 

Arrivano in villaggio 50 ospiti, le prime sere sono dure, ma alla fine me la sono cavata. 

27 Giugno 2022

Passano due settimane. Insieme alle mie due altre colleghe teniamo i bambini del mini-club. Dopo un pò mi chiama la mia responsabile mini-club e mi dice “Rachi è arrivato il momento di fare maxi-club”. Insomma, devo stare sola con i ragazzi dai 9 ai 13 anni. Un emozione assurda, allo stesso tempo gioia e preoccupazione di sbagliare qualcosa. 

15 Agosto 2022

È arrivato finalmente Ferragosto. Questo periodo era quello che temevo di più di tutti, ma allo stesso tempo lo attendevo con ansia. Facciamo “Amore Classico contro Amore Moderno”, io sono Francesca di Dante quindi Amore classico. Il maxi-club questa settimana è bellissimo, sono così felice di come sta andando Ferragosto. 

4 Settembre 2022

Arriva la mia ultima settimana: sono così triste, non volevo finire, non volevo. Si torna alla vita normale. Non voglio per nulla, qui ho trovato una vera e propria famiglia. 

Soprattutto la mia responsabile mini-club, il mio capo-equipe e la mia responsabile diurna. 

Questo lavoro è un vero lavoro: sorridi, vivi con la gente 24 ore su 24, devi essere sempre attivo, letteralmente vivi, sei un’altra persona. La difficoltà è il sonno, si dorme davvero poco, ma comunque anche lì ti diverti davvero tanto, se lo fai con passione non ti peseranno mai le 2 ore di sonno. 

Invece le difficoltà personali… almeno l’unica è stata sicuramente le prove di notte. Non per il sonno, ma perché non sono una ballerina. Comunque me la sono cavata.

Abbiamo fatto tanti spettacoli. “High school musical”, bellissimo, lo facevamo la domenica come spettacolo di benvenuto. “Artist”, lo spettacolo finale del sabato, faceva capire agli ospiti come è davvero un animatore. Ovviamente il classico “Cabaret” e infine quello più bello, “Aladdin”, in cui facevo parte del corpo di ballo. Ora si torna a casa, ci vediamo alla stagione 2023. 

Per concludere, vorrei lasciarvi un pezzo di una poesia, la poesia dell’animatore. Ogni staff d’animazione che si rispetti la utilizza sempre:

“Vi siete mai chiesti cosa vuol dire essere artista? O meglio, vi siete mai chiesti cosa vuol dire fare l’animatore? La risposta è sulle vostre facce. 24 ore al giorno in mezzo a della gente, ridere, scherzare, giocare, chissà quante storie d’amore hanno visto queste quattro mura. Eppure essere artista è ridere quando hai voglia di piangere, scherzare obbligatoriamente quando sei triste.”

Spero che questa lettura vi abbia garbato, e spero di avervi trasmesso le emozioni che ho provato io, in questi mesi.

Rachele Fabiani

Rachele Fabiani

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