Capitolo II – Suenne

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Non disse nulla, cercava solo di distrarsi e cancellare quell’immagine dalla testa.
Quella ragazza bellissima, ma stranamente con sembianze di una bambina piccola in un corpo di una ragazza di sedici anni.

Cindy e la madre erano intente a preparare il caffè. La cognata era concentrata a fumare una sigaretta, come se fosse difficile, o se sapesse fare solo una cosa alla volta.
Se c’era una persona che non tollerava nella sua famiglia era lei. Lei chel’aveva trattata sempre da bambina. Lei che si poneva sopra gli altri. Si mise davanti a lei. Voleva dimostrare di essere la più matura delle due, voleva dimostrare di essere grande. Oramai mancava meno di un minuto al nuovo anno. Così Suenne allungò la mano in avanti: ”anno nuovo, si ricomincia. Amiche?”. Cindy la guardò con lo sguardo con cui si guarda un moccioso fastidioso. Le sue lunghe unghie laccate di rosso erano in contrasto con il bianco della sigaretta che continuava a sputare fumo.  Le mani erano corte e tozze. Per il resto lei  era alta più o meno come suenne ma sicuramente era in sovrappeso. I  capelli corti arancioni, poi, di certo non le donavano affatto.
Si portò la sigaretta alla bocca e mandò giù una boccata di fumo. La mamma di Suenne guardava orgogliosa sua figlia che più matura della cognata, voleva poter ricominciare il loro rapporto orrendo. Cindy buttò fuori l’aria creando una nuvola di fumo, poi allungò il braccio che teneva sotto l’altro. Si strinsero la mano. Di nuovo Suenne rivide la ragazza di prima ma era cambiata e questa visione la spaventò tremendamente: adesso sembrava una ragazzina fastidiosa e insopportabile. Vide che questa ragazza di colpo era divenuta brutta da far paura, anche il neo che aveva sulla guancia sinistra era diventato un difetto insopportabile, piuttosto che un simpatico puntino che la caratterizzava. Suenne lasciò la mano.
Era una visione troppo terrificante.

Rimase per un attimo a bocca aperta a guardare quell’essere che prese un altra boccata dalla sigaretta. La madre interruppe quello stato di choc.
Suenne chiuse la bocca che era rimasta aperta, poi si girò lentamente verso la madre: lei si che era una bella donna. Alta e non troppo magra. I capelli neri erano legati con un fermaglio di madre perla, mentre un ciuffetto le incorniciava il viso. Sopra il vestito con i fiori c’era una grembiule da cucina: ”ditemi!” disse  Suenne.  La madre dopo averle rivolto un enorme sorriso le disse :” portatelo a vostro padre e a vostro fratello. Oramai manca così poco per il nuovo anno”. Finì di dire queste parole e si girò verso la cognata che sputava un’ altra nuvola di fumo come un drago nella tana. Suenne prese il vassoio che le porgeva la madre, ma non la sfiorò. Lo portò nella piccola sala da pranzo vicina al salotto e l’appoggiò sul tavolo di legno sistemato dal padre, che lo faceva per hobby.

Era  mezzanotte. I festeggiamenti non furono niente di che. Per lo meno Suenne si chiedeva se quelle due visioni erano solo nella sua mente. L’indomani sarebbe uscita la mattina con le sue tre amiche. Avrebbe provato a parlare con loro di quelle visioni tremende, o forse l’avrebbero presa per bugiarda, o peggio, una pazza.

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