Guida galattica per universitari #13 – Uno Spasso Infinito

coverSe in virtù di carità o disperazione, ti ritroverai mai a passare del tempo in una struttura statale universitaria come una qualsiasi facoltà d’architettura, verrai a sapere molte cose nuove e curiose.
Scoprirai che probabilmente si usano più squadrette nella facoltà di medicina.
Che le bottigliette in plastica da 33cl delle bevande gasate, che vendono nelle macchinette, hanno una forma buffa e anche un po’ ambigua.
Che in realtà l’università è una naturale continuazione delle scuole superiori. La differenza è che sei libero di gestire il tuo tempo, libero di scegliere quali lezioni seguire, di scegliere quali esami dare e quali no (più o meno), di andartene a metà lezione, di accettare un diciotto o rifiutare un 24. Sarai libero di decidere.
Scoprirai, però, che la libertà è un grosso problema.
Che ogni sedia, dopo tre ore, diventa scomoda come una lastra di calcestruzzo e che una lastra di calcestruzzo è morbida come una vasca di gommapiuma se messa a confronto con dei sampietrini.
Che avere un grande interesse in comune con tutti quelli che ti circondano non vuol dire necessariamente andare d’accordo con tutti quelli che ti circondano.
Che si scivola sui sampietrini.
Che gli architetti hanno una grande passione per Pasolini.
Che se ti sei dimenticato il pc sul tavolo dell’aula studio, lo ritroverai lì anche dopo un semestre. Ora, questo è un mistero abbastanza interessante, che ha sicuramente una spiegazione psicologica comportamentale. Ci vorrebbe un esperimento di qualche genere. Magari è una cosa che vale solo per i Mac. Forse c’entra anche la Teoria delle Finestre Rotte, del tipo che se gli stacchi un tasto o aggiungi segni di degrado va a finire che in dieci minuti te lo rubano. Devo fare uno squillo a un mio amico che studia sociologia.
Scoprirai che per quanto tu possa provarci e riprovarci, mettere tutto te stesso, passarci ore e ore sopra fino allo sfinimento, con gli occhi rossi e le occhiaie, le mani che gridano dal dolore, fermare la tua vita solo per raggiungere quell’obiettivo, non riuscirai comunque mai a superare il livello 78 di Candy Crush.
Che i sampietrini sono fatti in leucite, una roccia di tipo magmatico alcalino con una densità che varia da 2.47 a 2.50.
Scoprirai che ci sono tantissimi tipi di professori. Stronzi, buoni, lunatici, che ti guardano male se ti alzi durante la lezione. Professori che fanno due ore di pausa e altri che la pausa non la faccio ma vi lascio andare una mezzoretta prima (certamente). Professori bravi a spiegare ma stronzi all’esame. Professori che ti fanno dire “ho scelto proprio la facoltà giusta”. Professori che ti fanno dire “forse è meglio se vado a Veterinaria”.
Che se incroci un aspirante architetto per strada al 90% avrà una faccia stravolta, erosa dalla stanchezza. Perché questo è quello che ti fanno credere fin dall’inizio: fare architettura è faticoso, non uscirai più di casa, ti verranno delle occhiaie enormi, non ti puoi fermare un attimo. Eppure basta passare un giorno qui dentro per capire che in realtà non è affatto così. La metà del tempo qui la gente lo passa a fare pause caffè. Sto iniziando ad avere il presentimento che essere impegnati faccia figo. Poi ti sforzi cosi tanto per apparire impegnato, che alla fine ti stanchi lo stesso. Il tuo contributo alla società è zero e questo è abbastanza in linea con le aspirazioni di un architetto, quindi va bene.
Scoprirai che forse un po’ nervosi lo si diventa però.
Che ti sembra di non imparare nulla.
Che in realtà stai imparando molte cose, ma solo una piccola parte riguarda ciò che stai studiando.
Che alla fine forse un po’ ti tocca lavorare, ma per il resto la facoltà di architettura è “uno spasso infinito”.
Che bere Red Bull a ruota libera, ingurgitare Oreo come se non ci fosse un domani e sniffare attack gel provoca una specie di microsballo anfetaminico.
E scoprirai anche che trovare il tempo per leggere “Infinite Jest” di David Foster Wallace è impossibile e che quindi anche finirlo è impossibile. Però arriverai a pagina 238 giusto in tempo per copiare l’impostazione di un capitolo e riciclarla per qualcosa di tuo, che ovviamente ti verrà maledettamente peggio dell’originale.

E con questo capitolo semi copiato, ci si vede a settembre (forse).

Alessandro Perrone

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