After: altalena tra banale e illegale

Tutti conosciamo il bestseller di Anna Todd, inevitabilmente chiunque ci è entrato in contatto tramite amiche o altro. “After”, che in tedesco significa propriamente “ano”, è una saga di libri, uno più banale dell’altro, in cui la protagonista Tessa è una vergine di diciotto anni arrivata a un college di Washington e innamoratasi di un cattivo ragazzo. 

Partiamo dal presupposto che la verginità è un topos che incontriamo pure in “Cinquanta sfumature di grigio” e “Twilight”, ovvero i libri a cui Todd si è “ispirata”, e continuiamo riportando il fatto che ‘sta povera creatura è fidanzata da molto con Noah, di un anno più piccolo di lei – ma decisamente più maturo – che si ritroverà con delle corna da cervo incredibili, ma questi sono dettagli.

Per i primi capitoli del libro, tutto scorre tranquillamente e con coerenza: la protagonista studia, legge e va a lezione. I problemi iniziano quando incontra Harry Styles. Ah, no! Scusate, non parliamo dell’opera originale, bensì della versione cartacea. Incontra Hardin Scott (l’autrice non aveva voglia di cercare un nome meno simile a Harry Styles, abbiate pazienza).

Tessa, che del sesso neanche conosce l’esistenza, inizia a muoversi in questo mondo di festini, perseguita da questa necessità di conoscere Harr… volevo dire Hardin e lo inizia ad ammirare in tutta la sua stronzaggine da bad boy – elemento che in questi anni sta sfuggendo di mano e le ragazze, in particolare nelle fanfiction di Wattpad, s’immaginano sempre questa meravigliosa storia d’amore. 

Con una personalità più oscena dei “5 minutes crafts” quando ti insegnano a infilzare con un rastrello le pagnotte per cuocerle, Tessa inizia a provare dei sentimenti per Hardin, lasciando Noah, che nel film fa la stessa espressione di un cane bastonato.

Questa espressione rimarrà impressa nella vostra mente, ve lo assicuro

Diciamo che come protagonista, Tessa, presenta una lacca di carattere non così indifferente: vive a spese altrui e rimane impassibile; è incapace di prendere una decisione a suo comodo e bene e di pensare liberamente, senza dipendere, come abbiamo detto, da altri. Tessa, che come abbiamo detto ha una pessima caratterizzazione, ha comunque un talento incredibile: incolpare di tutto Hardin.

Lettori, credetemi. Non ho mai visto un protagonista essere accusato di così tante cose e avere dei comportamenti così illegali. Mi spiego: Hardin, il nostro bello e dannato, ha fatto revenge porn con una delle sue ex, ha menato ragazzi totalmente innocenti, ha abusato di una ragazza in stato di ebbrezza… insomma, ne ha combinate di tutti i colori. 

Soffermiamoci su Hardin, perché c’è molto altro da dire su questo personaggio; ha i genitori divorziati e vive col padre – fin qui fila tutto liscio – che però odia… Ora, mi spiegate perché viva col padre e non con la madre? Se odia così tanto il genitore, potrebbe benissimo stare con l’altro. 

È adirato con il mondo intero e sostiene che tutto ruoti attorno a lui – il tipico bad boy della situazione – senza interessarsi minimamente di chi lo circonda. Il suo orgoglio lo porta a preferire sé stesso alla famiglia e una relazione non tossica, quindi, bambine mie, siete sicure di volere proprio Hardin come fidanzato?

Un ragazzo come Hardin, bello, alto, sexy e stronzo, che ama ferire il prossimo a costo di uscirne vincitore e poi sbucare con una lettera incoerente, impertinente e a dir poco smielata. Questo ragazzo, il cui comportamento risulterebbe illegale in almeno sei Stati e che dovrebbe placare gli spiriti combattivi, ha la dolcezza di una cavalletta di campo e la serietà di una suola delle scarpe, quindi è inutile aspettarsi troppo.

Torniamo a Tessa e il suo rapporto con la madre: l’unico elemento che mi piace di questi libri e che ritengo sia giusto definire reale. La madre, che non vuole altro che il meglio per la figlia, si ritrova ad avere a che fare con una diciottenne in preda agli ormoni per colpa di un cattivo ragazzo. È da dire che l’amicizia tra Noah, l’ex di Tessa inutile, e la madre lascia immaginare altro, ma possiamo essere certi dell’amore che prova verso la propria figlia. Lo si vede da come si preoccupa per lei e quanto ci rimanga male quando non le dà retta. 

Ripeto di essermi concentrata sul primo libro della saga, perché preferisco lasciare a voi il dubbio se continuarla, nonostante io la trovi incoerente e ripetitiva: alla fine la storia è sempre quella. 

Mi sono soffermata particolarmente sui personaggi, ma ora partirò, descrivendo la trama.

Vi ho lasciato alcuni accenni, ma non siamo entrati nel dettaglio, quindi ricapitoliamo: Tessa, diciottenne, si trasferisce a Washington per frequentare il college. Arrivando, conosce la sua compagna di stanza, Molly – di cui ci importa solo il fatto che sia bisessuale e che stia antipatica alla migliore amica della protagonista – e inizia il suo corso, incontrando Landon, pure lui non ha troppa importanza a parte essere il futuro fratellastro di Hardin ed essere un personaggio di colore, quindi proseguiamo. 

Per le prime settimane, Tessa rimane la brava bimba di mamma e studia, senza andare a festini, rimanendo sobria… figlia modello, no? Il problema arriva quando un giorno si lascia convincere da Molly per andare a una festa che, casualmente, si svolge a casa di Hardin: finalmente abbiamo l’incontro vero e proprio. Il coniglio è entrato nella tana del lupo. 

Questo momento mi ha divisa in due: una parte di me l’ha trovato interessante, e l’altra l’ha ritenuto ridicolo e fastidioso. Da un lato abbiamo la preda di fronte al predatore, che la inquadra con un certo piacere, sfidandosi a ottenere ciò che vuole; dall’altra abbiamo il topos della protagonista in grado d’incantare chiunque, persino il cattivo ragazzo. Questa parte è stata la mia preferita, devo ammetterlo: il gioco di sguardi, le coincidenze e l’atmosfera ha reso tutto quasi naturale, veritiero e piacevole da vivere.

Continuando, Hardin inizia a mostrare simpatia nei confronti della nostra ingenua Tessa, che, convintissima di essere solo amici, spinge il bad boy a dire la famosissima frase “io e te non potremo mai essere solo amici”; la quale sembra aver conquistato l’intero internet. 

Qui la trama si perde, tutto diventa un mix di rotture, festini e alcol, dove Tessa non apre più libro e si perde tutto il possibile realismo.

Famosissima scena al lago

Tralasciando la trama che, come abbiamo capito, ha perso il suo significato al primo bacio tra loro due, divenendo, a mio parere, un ripetersi di scene di sesso e litigi, ho citato prima delle parti sicuramente di una licenziosità spinta, ma dove l’unico elemento realmente erotico è il linguaggio. 

After si limita a un pubblico molto giovane, che possiamo indicare relativamente tra i dodici e i sedici anni, non arrivando, però, a coloro di fascia d’età maggiore o uguale ai vent’anni. Di per sé questo libro non introduce nulla di nuovo, anzi, ripropone modelli già visti. 

L’unica novità di cui possiamo premiare Anna Todd è l’essere la prima fanfiction – modificata in seguito – a essere stata pubblicata.

Concludo, dicendo che l’opera in sé non ha risvegliato in me sentimenti o emozione, a parte il disagio e la rabbia per le scelte di Tessa, quindi non riesco a ritenerlo un bel libro.

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