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La psicologia del Capodanno: Perché ci piace ricominciare?

da 2 Gen 2026Culture, In primo piano0 commenti

“Ogni momento è un nuovo inizio.”

T.S. Eliot

Ricominciare sembra facile a Capodanno. Ma perché quella voglia di partire da zero ci attira così tanto, ogni singolo anno?

L’inizio di ogni nuovo periodo sul calendario della nostra vita,  per esempio l’inizio di un nuovo mese ma soprattutto l’inizio di un nuovo anno, funziona come una leva psicologica potentissima. Gli psicologi lo chiamano fresh start effect la mente ama segnare questi nuovi inizi, momenti che dividono nettamente il “prima” dal “dopo”. È come se il calendario disegnasse una linea invisibile che ci permette di scrollarci di dosso errori, abitudini pesanti o fallimenti passati, e di ripartire da zero.

Non è magia, funziona perché il cervello ama i simboli. I fuochi d’artificio, i brindisi, i calendari che cambiano pagina sono segnali concreti. Ti danno motivazione, senso di controllo e, anche se sappiamo che il cambiamento non è automatico, quel momento ci spinge a provarci.

È un bisogno umano universale, vogliamo sentirci capaci di cambiare, di ricominciare, anche se solo per un giorno. Il Capodanno diventa così il rituale che ci autorizza a desiderare di essere diversi, e questo desiderio, da solo, ha un potere enorme sulla nostra mente.

Ricominciare non è mai solo una questione individuale. Il Capodanno ci trascina tutti insieme in un grande rito collettivo, vediamo gli altri che fanno lo stesso, e in qualche modo questo ci autorizza a partecipare. Non siamo soli nella voglia di cambiare e condividere i buoni propositi, i brindisi, le promesse, ci fa sentire parte di qualcosa di più grande di noi, anche se quella “grandezza” dura solo una notte.

Vedere gli altri impegnarsi, spinge anche noi a sentire di poterci impegnare. È il meccanismo della pressione sociale e della motivazione condivisa, il gruppo rinforza il desiderio di cambiare.
Ecco perché le feste di Capodanno, i countdown e i rituali simbolici non sono solo spettacolo, sono strumenti che la nostra mente interpreta come segnali di opportunità e appartenenza. In sostanza, ricominciare diventa più facile quando sappiamo che tutti intorno a noi stanno facendo lo stesso, anche se per molti non durerà più di qualche settimana.

Ricominciare ha un lato potente, ci dà senso di controllo. Quando fissiamo obiettivi o facciamo buoni propositi, per qualche ora ci sentiamo padroni della nostra vita. C’è speranza, energia e motivazione, il pensiero di cambiare abitudini vecchie o migliorare parti di noi stessi ci fa sentire vivi, ci spinge ad agire. Quel momento simbolico di Capodanno diventa un trampolino, ci alziamo, proviamo a correre più veloce, a mangiare meglio, a fare quello che abbiamo sempre rimandato.

Ma c’è anche il rovescio della medaglia. La stessa pressione che ci motiva può schiacciarci. Vedere gli altri impegnarsi o sentirsi obbligati a mantenere le promesse può generare stress e sensi di colpa. E quando il primo entusiasmo svanisce, ci confrontiamo con la realtà, perché il cambiamento richiede costanza, non solo una notte di determinazione. Il rischio dunque  è sentirsi falliti, anche se abbiamo semplicemente sottovalutato quanto sia difficile cambiare davvero.

Se vogliamo che il Capodanno funzioni davvero come punto di partenza, bisogna giocare secondo le regole della psicologia:

  1. Non puntare a rivoluzioni impossibili. Vuoi fare sport? Non programmare 7 allenamenti a settimana se finora non hai mai mosso un dito. Parti da piccoli passi concreti.
  2. Spezza il cambiamento in azioni gestibili. Invece di dire “voglio mangiare sano”, inizia con un pasto bilanciato al giorno. I progressi visibili mantengono la motivazione alta.
  3. Ogni passo conta. Non aspettare la perfezione per sentirti soddisfatto. Riconoscere i successi, anche minimi, rinforza il cervello e ti fa restare sulla strada giusta.

In pratica, ricominciare non è un salto nel vuoto, è un percorso, fatto di piccoli gesti, segnali chiari e ricompense concrete. Usare questi strumenti trasforma il desiderio simbolico del Capodanno in azione concreta e sostenibile, e finalmente ci fa sentire padroni del cambiamento, senza illusioni o sensi di colpa.

Ricominciare non è un sogno. È un bisogno umano, un modo per sentirsi vivi, per riprendersi il controllo, anche solo per un momento. Ogni Capodanno ci ricorda che possiamo cambiare, che possiamo provare di nuovo, senza aspettare permessi o occasioni speciali.

Non importa se falliremo, se torneremo alle vecchie abitudini. La voglia di ricominciare è più potente dei singoli errori. È il nostro modo di dirci che siamo ancora capaci di scegliere, di spingerci oltre, di non arrenderci. E forse è proprio questo il vero fuoco d’artificio,  non la notte, non i brindisi, ma la scintilla dentro di noi che ci fa voler partire ancora una volta.

Il vero fuoco d’artificio non esplode fuori, esplode dentro chi osa ricominciare.

Ariadna Gliga

Ariadna Gliga

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