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Pesce d’aprile. Una storia

da 1 Apr 2016Creazioni0 commenti

gold-1022229_1920Trascrizione Audio #237 – Corso di Teoria e Pratica dello Scherzo – 1 Aprile 3048
“Buongiorno a tutti ragazzi.
Stamattina parliamo di un argomento fondamentale per il corso: la storia del pesce d’aprile.
Il pesce d’aprile è una tradizione millenaria che consiste nel realizzare scherzi di varia natura e diverso Coefficiente di Divertimento – che come sapete nel corso abbreviamo in C.D. – con il fine di prendere in giro una persona e farsi due risate, quasi sempre, in modo simpatico e senza eccessive dosi di cattiveria.
Le origini di questa tradizione sono poco chiare: si dice che sia nata dopo l’adozione del calendario gregoriano nel 1582 con lo spostamento del capodanno dal 1 Aprile al 1 Gennaio. Chi si dimenticava del cambio data veniva burlato e soprannominato ‘sciocco d’aprile’. Non molto appassionante, lo ammetto. Un’altra teoria, più simpatica, è legata a Gesù e alla sua morte, avvenuta sembra proprio intorno al 1 Aprile, ma abbiamo già litigato abbastanza con la Chiesa Cattolica e abbiamo capito che non vale mai la pena contraddirli. Tornando a noi, dopo il XVI secolo l’usanza del Pesce d’Aprile cominciò a diffondersi a macchia d’olio in tutto il mondo e in tutte le epoche. Gli episodi curiosi nel corso degli anni non mancarono: ogni tanto qualcuno veniva decapitato oppure cadeva qualche bomba atomica qua e là, ma le cose degenerarono definitivamente verso la fine del XX secolo; i nostri esperti cominciarono a notare che si scherzava un po’ troppo. Alcuni comportamenti erano troppo irrazionali per essere degli scherzi.
Le malefatte si fecero sempre più complicate e crudeli mentre il meccanismo scherzo-vendetta fece sì che la tradizione del Pesce d’Aprile si estese, così sembra, da un solo giorno a tutto un mese, e poi a interi anni. La linea di demarcazione tra scherzo e realtà si affievoliva sempre di più. Si narra che il principale mezzo d’intrattenimento fosse un rettangolo luminoso da fissare per ore e di un presidente degli Stati Uniti, razzista, guerrafondaio e con una stranissima capigliatura bionda. Riesaminando gli archivi video dell’epoca a noi sembra ovvia una distinzione fra chi diceva cazzate immani – scusate il francesismo ragazzi, ma la storia diventa veramente assurda qui – e chi diceva cose sensate. Il problema è che agli interlocutori non sembrava importante distinguere la verità dallo scherzo – ricordate il presidente dotato di parrucca bionda no? La cosa non poteva che portare a dei disastri.
Un momento cruciale fu la guerra, che proprio il tizio con il parrucchino biondo, insieme ad altri leader scellerati, fece scoppiare; immaginiamo sempre per scherzo, altra spiegazione noi facciamo fatica a trovarla.
Morale della favola, bomba di qua bomba di là, tutti morirono, tranne gli abitanti di un piccolo villaggio nei pressi del Kilimangiaro, che si salvarono grazie a un trucco: a quanto pare camminare a testa in giù con le mani e non con i piedi impegna così tanto che non si ha tempo per scherzare su nulla.
Da questa piccola comunità dovette svilupparsi di nuovo tutto il genere umano e così, dopo millenni di attenta evoluzione e di attenzione verso ciò che si diceva e si faceva, arriviamo a noi. Le parole, e soprattutto i fatti, sono importanti ragazzi.
Comunque oggi il 1 aprile come sapete è il giorno della memoria, un giorno in cui la tradizione di fare scherzi è rimasta, ma con molta più consapevolezza di prima.
Adesso, prima di passare alla lezione “Come scrivere un articolo originale, ma non stupido, sul 1 Aprile?”, ci sono domande?”

Alessandro Perrone

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