Capitolo I – Suenne

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Suenne era una ragazza normale, dopotutto. Aveva solo un piccolo un problema, volendo potremmo definirlo un dono speciale.

Per il resto, aveva 16 anni, non era molto alta, ma aveva grandi occhi dolci. I capelli biondo cenere le ricadevano sulle spalle..
Si sedeva spesso su di una delle tante panchine lungo i marciapiedi dei binari della stazione ferroviaria, anche se in realtà non doveva andare da nessuna parte. Stava lì a guardare la gente camminare o correre.
Quel giorno era la mattina fredda del 1 gennaio 1950. Suenne, seduta sulla panchina del binario due, si domandava se quello che le era capitato dopo la notte di capodanno era stato davvero reale. Il suo vestito blu si alzò leggermente con una folata di vento, mostrando i polpacci bianchi e snelli. Aveva una carnagione molto chiara e portava un rossetto rosso. Il cappello le teneva al caldo le orecchie, mentre le mani erano infilate nelle tasche del cappotto. Non le piacevano i guanti. Non le erano mai piaciuti.
I suoi occhi ora fissavano il nulla. Sembrava una bambola abbandonata in un parco, seduta lì, da sola. Senza valigia e senza nessuno da aspettare. Molte persone la guardavano. Lei ricambiava lo sguardo, ma il suo era come vuoto, perché in realtà stava cercando dentro di sé di capire che strane visioni fossero state quelle che aveva avuto il giorno prima.
Quell’assurdo 31 Dicembre 1949. Era a casa con la famiglia, ovviamente, ma non aveva molta voglia di festeggiare. Suenne aveva tanti amici, ma il suo pensiero fisso era cosa pensasse la gente di lei. Era la sua ossessione. Si domandava continuamente se era abbastanza bella per piacere ai ragazzi, o abbastanza simpatica, cortese, disponibile. Insomma, la sua testa si riempiva di domande a dir poco inutili.
Oramai mancavano solo pochi minuti alla mezzanotte, e il padre le si avvicinò e le diede un bacio sulla fronte :” esprimi un desiderio angelo mio”. Suenne strinse gli occhi più che potè. Sembrava una bambina di due anni intenta a immaginare castelli sopra le nuvole rosa, e principi azzurri. Poi la sua mente si sgombrò e quando aprì gli occhi il padre le fece un sorriso e lei gli accarezzò il viso. Mentre la sua mano sfiorava la guancia del padre, improvvisamente le comparve davanti una ragazza identica a lei: capelli biondo cenere raccolti in una coda di cavallo, occhi chiari e sognanti. Suo padre non c’era più. C’era questa ragazza che la fissava stupita. Poi Suenne tolse la mano. A quel punto suo padre era tornato.
Suenne rimase ferma e incredula, come se avesse visto un fantasma, ma non emise ne’ un urlo, ne’ indietreggiò. Si tenne la paura stretta stretta nella sua mente. Corse nella cucina dove la madre e Cindy, la moglie di suo fratello, chiacchieravano allegramente. Non disse nulla, cercava solo di distrarsi e cancellare quella ragazza dalla mente.

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