C’est la vie: riflettere in un giorno d’inverno

26 Dicembre 2021

tra le pagine del diario

Quando tutto intorno a te sembra  irreale, quando non riesci a capire cosa stia succedendo e già sentivi che non andava tutto nel verso giusto…

Sto facendo i conti con l’idea che più ti immagini come saranno le cose e più quelle non accadono. Nella mia mente era tutto perfetto ma, come ho già detto, mi sentivo troppo tranquilla, non provavo ciò che ho sempre provato. Da ormai quattro giorni siamo bloccati in questa situazione: ormai me ne sono fatta una ragione, ma non c’è un momento della giornata in cui non abbia uno sconforto e penso a come sarebbe andata se non ci fosse stato questo imprevisto.

Sono una persona che cerca di guardare sempre l’aspetto positivo, che cerca anche nella tristezza una piccola gioia. Non mi piace l’immagine di me rinchiusa dentro quattro mura a piangere 24 ore su 24. 

Penso che ciò sia un privilegio, mi sento felice perché so che molte persone non riescono a essere positive come me, anche se ci provano. Cerco di stare accanto a loro nel momento di sconforto ma, ammetto, non sempre: quando mi sento giù provo un sentimento di fastidio nel farlo: è come se togliessi a me stessa la positività che mi permette di stare bene.  

Mi ricordo quando, neanche un anno fa, una persona mi disse: “non puoi far felice gli altri se prima tu non sei felice”. Ci ho riflettuto molto e mi ci sono ritrovata. 

Circa  due settimane fa alcune mie amiche parlavano di come non riuscissero a tenere sotto controllo determinate cose: a un certo punto una persona rispose loro: “E sti cavoli?” Questa risposta mi ha fatto ragionare.

Ci ho pensato proprio ieri, o almeno ieri me ne sono resa conto; tenere tutto sotto controllo non fa bene semplicemente per un motivo: quando le cose che accadono non sono come te le aspettavi, provi un sentimento di tristezza poiché non lo accetti.

Il tenere sotto controllo e l’aspettativa sono collegate fra loro: mentre pensi a come gestire e controllare tutto ciò che hai intorno, ti crei immagini concrete di come questo si potrà  svolgere; ti crei dunque un ‘aspettativa’, speri che le cose vadano come vuoi tu. Cercando su internet ho trovato proprio questa parola associata a  ‘prevedere su base di esperienze passate’. 

Un errore che ho fatto nell’ultimo periodo è paragonare le aspettative agli obiettivi. Inizialmente non vi trovavo differenze, vedevo una linea in parallelo all’altra, ma in realtà sono due cose ben distinte. L’obiettivo è una tappa della tua vita che ti sei prefissata di raggiungere. È importante averlo perché ti incoraggia, ti dà una spinta per farti arrivare sempre più in alto. Servirà molta pazienza: quando lo raggiungerai sarà un punto interrogativo, ma, se il tuo desiderio è questo, non sarà un problema. Bisogna essere forti per non scoraggiarsi se si guarda molto lontano; se non riesci subito ad arrivarci non è perchè non ce la fai, ma perchè lo raggiungerai con i tuoi tempi. Nessuno dovrà metterti fretta.

Nella mia mente immagino dei rettangoli uno sopra l’altro con scritto in uno di questi ‘il mio obiettivo’.

In questo momento sono sdraiata sotto una coperta rossa, morbida e calda: me l’hanno regalata per Natale!  Anche se non ho freddo è rilassante metterla sopra le gambe. 

Fuori piove, ormai da quattro giorni. Neanche il tempo sembra essere dalla nostra parte. 

Come se stessimo in mezzo al mare mosso su una barca a vela e provassimo a seguire la direzione nord con la bussola. Questa non riesce a stabilizzarsi e quando ci riesce per pochi secondi punta la direzione sud.

Ma cosa ci si deve fare? C’est la vie. Pur non di mia spontanea volontà mi sono collegata a quello che ho detto prima: tenere tutto sotto controllo non si può.

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