Elezioni USA – Humanity Won

Per mesi sui media non si parlava d’altro che delle elezioni americane e in tutto il mondo molti le hanno considerate tra le più importanti della storia. Perché è un cambiamento così monumentale? Perché ha portato milioni di cittadini americani per strada a festeggiare? Perché se ne parla così tanto fuori dagli Stati Uniti? La redazione di Ammazzacaffè dice la sua!

Michela Pronesti, 17 anni, studentessa italiana

“Ho promesso che uniró piuttosto che dividere”. È questa una delle frasi iniziali del primo discorso di Joe Biden, il nuovo Presidente degli Stati Uniti. Dopo quattro anni la percezione dell’America cambia. “Raddrizzare” è uno dei termini utilizzati dal Presidente eletto. E questo è realmente ció che necessita il Paese: un riparo.

Il fatto che sia il candidato alla presidenza americana con maggior voti di sempre, fa capire chiaramente la tendenza della nazione verso un radicale cambiamento. Biden promette di avere una concezione del paese unita e non più divisa tra stati repubblicani e democratici, tra rossi e blu. Un unico colore che vada ad aggregare e non a cotrastrastare.

Vincere contro la pandemia e trovare un vaccino valido ed efficace è uno dei suoi principali obiettivi. “Impossibile costruire i ricordi con la presenza del virus,” afferma, facendo trapelare quanto per lui sia importante ed essenziale il benessere del paese, ora più che mai.

Pronto anche a combattere il razzismo e le problematiche ambientali, offrire maggior sanità al paese, alzare la paga minima e l’eliminazione del cosiddetto “Muslim Ban”. Quest’ultima, una rigorosa legge emessa da Trump nel suo primo anno da Presidente, non permetteva l’accesso dei paesi musulmani all’interno del territorio Americano. Con l’abolizione di questa legge l’America tornerà ad essere un paese accessibile a tutti. A sostenerlo in tutte le sue idee e progetti futuri c’è Kamala Harris, prima Vice Presidente afro e asio-americana, che resterà indubbiamente nella storia del paese.

Biden ha una visione dell’America colma di speranze, sotto qualsiasi aspetto, destinate a tutti, senza discriminazioni ed esclusione di nessun tipo. La promessa che viene fatta al paese è la realizzazione dei sogni di quest’ultimo e di ogni cittadino americano, perché l’America, come la definisce il nuovo presidente, è “Opportunità”. “L’America è un ‘faro’ che deve guidare, che deve insegnare e che, al suo meglio, può illuminare il resto del mondo.”
Così si conclude il discorso di Biden, con un raffronto che fa riflettere su quanta attesa ci sia stata per rivedere lo spiraglio di luce ormai perduto da tempo negli Stati Uniti d’America.

Chiara Genovese, 19 anni, studentessa italiana

7 Novembre 2020. Sono seduta davanti a una torta di compleanno con vicino pochi amici. “Un compleanno piccolo, ma memorabile”, penso. Dopotutto in futuro potrò raccontare dei miei 19 anni durante la pandemia mondiale. Prima di spegnere le candeline i miei genitori prendono un tablet e si collegano in videochiamata con mio fratello direttamente da Minneapolis, in Minnesota, per farmi un piccolo augurio. “Ciao sorellina, auguri! Accendete la TV, ha vinto Biden”. 

Al telegiornale non si parla d’altro, tra schiamazzi e festeggiamenti vari. La gioia della gente per strada, le canzoni, il sospiro di sollievo che si sente per l’aria, il pianto sollevato di molti; sembra surreale, specialmente a noi italiani che abbiamo un sistema elettorale così diverso da quello statunitense, che tutto ciò sia per l’elezione del nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America. Festeggio con loro. Ho appena assistito a un cambiamento monumentale, ho appena osservato il seme della speranza di molte donne e uomini sbocciare in un piccolo germoglio, germoglio che spero verrà trattato con cura dalla nuova amministrazione. 
Sono italiana, Biden non è il mio Presidente e Trump non lo è mai stato, eppure festeggio, sollevata quanto molti dei cittadini americani. 

Perché festeggiare? Non tanto per la vittoria di Joe Biden ma per quella di Kamala Harris, prima Vice Presidente donna di origini indiane e giamaicane a ricoprire questa carica; per quella di Sarah McBride, prima senatrice transgender della storia americana, eletta in Delaware; per quella di Cori Bush, prima donna nera a essere eletta nella storia del Missouri; per quella di Kim Jackson, prima senatrice apertamente lesbica eletta in Georgia; per quella di Stephanie Byers, prima deputata transessuale e nativa americana eletta in Kansas; per tutta la delegazione alla Camera del New Mexico, completamente composta da donne appartenenti a minoranze etniche.

Per cosa essere sollevati? Per averla scampata per un soffio, per non trovarsi nuovamente a capo di uno dei paesi più influenti del mondo un disseminatore di odio e paura che continuamente inneggia a comportamenti antidemocratici. Kamala Harris stessa, apre il suo discorso della vittoria ricordando al mondo che “La democrazia americana non è garantita, ma è forte solo quanto la nostra volontà di combattere per lei”.

Festeggio per loro, e per il cambiamento che loro rappresentano. Festeggio per quell’innocente ma significativo “We did it Joe!” che dietro di sé porta un significato molto più profondo per chi sogna un mondo equo e ripudia una società alimentata dall’odio. 
Festeggio perché per un giorno il peso di quelle differenze tanto detestate dal mondo si fa più leggero, rincuorato dalla speranza che Kamala abbia ragione, che “siamo noi, il popolo, ad avere il potere di costruire un futuro migliore”. So già che domani piangerò ancora, che la battaglia per l’equalità è solo cominciata, ma per un giorno mi permetto di sorridere e gioire insieme alle mie amiche, riunite attorno a una torta non più dedicata a me. Soffio, spengo le candeline ed esprimo un desiderio. “Un compleanno piccolo, ma memorabile”, penso. 

Rachele Fabiani, 16 anni, studentessa italiana

I ragazzi italiani dovrebbero seguire le elezioni americane anche solo per una questione economica, sia per la produzione di petrolio, che per la spesa militare americana nel mondo, ma anche perché tocca direttamente i nostri mercati che, come affermato da “IlPost”, nel 2019 hanno avuto dei rapporti molto significativi.
Invece in Europa queste elezioni andrebbero seguite per i nuovi legami che Biden vuole ristabilire con gli altri paesi, in primo luogo per il riscaldamento globale. “Diamoci una possibilità” dice a proposito nel suo primo discorso. 

Da ragazza italiana, le elezioni americane non le ho seguite così in profondità anche se, secondo il mio punto di vista, la vittoria di Biden può portare un buon futuro all’Italia e ovviamente anche in Europa. E spero che i ragazzi americani si trovino bene con il loro nuovo Presidente e si sentano finalmente più liberi.

Nell Ambrose, 20 anni, studentessa italo-americana 

Perché questa elezione è così importante per me? Perché dopo quattro anni di violenza, odio e divisione, finalmente c’è un po’ di speranza nell’umanità. Un Presidente e una Vice Presidente che credono nei diritti umani fondamentali, nel lato buono delle persone, nelle minoranze, nella scienza, nell’uguaglianza e nell’equità. 

Ho passato cinque giorni sul divano davanti alla televisione con mia madre e mia sorella, e la mia famiglia in Michigan nel piccolo schermo della videochiamata. Sorrisi incontenibili, lacrime sulle nostre guance e un sospiro di sollievo – come molti.

In tutte le città degli Stati Uniti si sentivano urla di gioia tra i palazzi, persone in mezzo alla strada che ballavano e festeggiavano. Insieme a questi, uno dei momenti più memorabili è stato il discorso di Van Jones, il giornalista della CNN, che, dopo aver annunciato che Joe Biden sarebbe diventato il 46esimo presidente degli Stati Uniti, è riuscito a dire esattamente cosa stavamo pensando: “It’s a good day for this country”. Spiega che ora è più facile dire ai propri figli che il carattere conta. Dire la verità conta ed essere una brava persona conta. Dopo, spiega che “I Can’t Breathe” non era solamente per George Floyd, ma per tutte le persone che negli ultimi quattro anni si sentivano come se non riuscissero a respirare; e che le persone che una volta avevano paura di mostrare il loro razzismo, diventavano sempre più perfide. “Questa elezione è una rivendicazione per molte persone che hanno davvero sofferto negli ultimi anni,” aggiunge Jones in lacrime.

Poco dopo, sia Joe Biden che Kamala Harris hanno pubblicato un commovente video promozionale con una versione di “America The Beautiful,” interpretata da Ray Charles, dove si vedono persone che tengono una cornice dorata (prendendo ispirazione da un progetto dell’artista Lorraine O’Grady) che raffigurano la diversità umana in tutta la sua bellezza. Il video si conclude con tre frasi e un messaggio da tempo aspettato: “A country for all Americans. A future for all Americans. A President for all Americans”.

In questo momento così epocale, dire che sono felice sarebbe un eufemismo. So che c’è tanta strada da fare, e questa elezione è un grandissimo passo nella direzione giusta.

Michela Pronesti
Chiara Genovese
Rachele Fabiani
Nell Ambrose

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