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Scriviamo cose, intervistiamo gente

Una pirouettes nell’infinito

da 11 Nov 2014Creazioni0 commenti

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5 giorni senza ballare.
5 giorni senza sudore sulla pelle.
5 giorni senza maledire le tanto temute pirouettes!
Mi manca tutto questo, come l’aria.
Perché non posso ballare?! Per colpa di uno stiramento, “il maledetto” mi ha messo alle strette.. Non tornerò in sala per un mese. Devo dire che la colpa è anche mia, ho la testa dura, e la stessa identica cosa mi è capitata esattamente un anno fa, ed io cosa ho fatto?! LO STESSO ERRORE!

Penso una cosa: senza di “lei” non potrei vivere!! Sembra una frase fatta, lo so.. Ma è veramente così!
Un momento di sfogo, un momento solo mio, dove posso liberarmi da tutto.
La considero sicuramente uno strumento di crescita, che mi aiuta a capire le sfaccettature di me stessa e me ne fa scoprire, molto spesso, di nuove.

Quando, pochi giorni fa, ho rivisto la rappresentazione messa in scena a giugno: mi sono venuti i brividi, e devo ammettere che il viso si è bagnato di qualche lacrima..
Quando sei lì su, sull’immenso palco di quell’immenso teatro, l’unico tuo amico è il buio, e c’è una sola cosa a cui pensare: ballare ballare e ancora ballare.. ma soprattutto emozionarsi ed emozionare ogni singolo puntino della platea.
L’emozione più grande, però, penso sia quella dietro le quinte. Succedono cose alquanto inaspettate. La gente impazzisce, letteralmente.
Pochi minuti prima di entrare in scena, si usufruisce dei posti più disparati per riscaldare i muscoli, si riguarda la scaletta per l’ennesima volta e si arriva al punto di urlare con tutta la voce che si ha “merda merda merda”, sperando che la coreografia vada bene.
Sei posizionato, controlli che la quinta di entrata sia giusta e… meno di un minuto e si va in scena!

Buio. La musica parte, l’adrenalina ormai è alle stelle, ed è proprio in quel preciso istante, che capisci che emozioni di quel genere, si possono provare poche volte nella vita.
Proprio perché determinate emozioni sono rare, la voglia di proseguire è tanta.
Qualche volta però, devo ammettere, che ho pensato di mollare; stare tre giorni a settimana, per un’ora e mezza chiusi in una sala, nell’età in cui l’unico pensiero è uscire con gli amici, non è facile! Nonostante questo sono riuscita a mettere da parte certi pensieri e andare avanti con più voglia e più passione di prima.

Ilaria Sabino

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